02/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Paraguay, faticoso governare per il neo presiodente che si ritrova con numeri striminziti alla camera e al senato. Attività frenetiche intorno alle possibili alleanze.
Si può governare senza una maggioranza parlamentare? A dire la verità è molto difficile ma si può. Succede in molte nazioni. E accade anche in Paraguay dove le ultime elezioni presidenziali hanno lanciato verso un successo già annunciato il vescovo rosso Fernando Lugo che ora è alla ricerca di alleanze politiche per completare il suo programma. E non mancano le polemiche.

Fernando LugoI primi problemi. Dopo oltre sessant'anni di governo monocolore (quello del Partito Colorado), l'occasione per Lugo è stata davvero davvero propizia: dare una svolta definitiva all'apatia di una nazione fra le meno conosciute al mondo, che nel corso dell'ultimo secolo è stata teatro di una delle più violente e sanguinarie dittature del pianeta, quella di Stroessner. Dire basta alla povertà, alla discriminazione, alla corruzione, fare la riforma agraria di cui tanto c'è bisogno e costruire un Paese nuovo, capace di dare la mano alle nazioni confinanti per fare dell'America Latina, finalmente, un'area completamente indipendente e progressista: ecco gli obiettivi dell'ex vescovo prestato alla politica. Per metterli in pratica, però, servono molte cose: una su tutte una grande maggioranza politica, in grado di fare riforme senza intoppi in sede di voto. Ed è per questo che il “vescovo rosso” per portare avanti quello che è il suo progetto socio politico sta cercando alleati utili a farlo governare. Sì, perchè se è vero che Lugo non ha avuto rivali nella corsa alla poltrona presidenziale, ne ha con i numeri alla camera e al senato, dove non ha una maggioranza forte e quindi governare potrebbe essere rischioso come camminare su un filo senza protezioni: si rischia di cadere a ogni minimo sobbalzo.

Lugo e OviedoGli alleati. Le consultazioni sono già partite e le polemiche hanno già preso il sopravvento sia dentro che fuori al partito di governo. Lino Oviedo, ex militare golpista accusato di omicidio e colpevole di aver sfruttato il Paese per i propri interessi è stato uno dei primi a essere contattati dal collaboratori dell'ex vescovo, scatenando forti reazioni in tutto il Paese. All'ex generale, uscito di prigione nel 2007 e subito candidatosi alle elezioni presidenziali, è stata offerta la poltrona di presidente del Congresso che ha prontamente rifiutato. E il motivo che ha portato a questa scelta è semplice: deciderà di volta in volta se votare le proposte del governo. Insomma, Oviedo preferisce il basso profilo per fare in caso di necessità l'ago della bilancia, rivelandosi probabilmente decisivo per ogni riforma in programma nel Paese.
Ma le polemiche sono nate anche all'interno dell'Alleanza Patriottica per il Cambiamento, la formazione che sostiene Lugo e che è formata da liberali, comunisti e cattolici. I liberali sostengono che l'azione di governo non assomiglierà alla “rivoluzione” voluta da Chavez ma più semplicemente a una modernizzazione progressista sul modello cileno. Dunque no a soluzioni drastiche e nemmeno a espropri: un cambio netto del paese ma con tempi e modi differenti da quelli attuati nell'area negli ultimi anni.

Lugo e il PapaLa chiesa. Intanto si smorzano i toni delle polemiche fra il neo presidente ex vescovo e le gerarchie ecclesiastiche. Se in un primo momento Lugo aveva avuto una sorta di riluttanza nei comportamenti verso quelli che erano i suoi superiori adesso le cose stanno cambiano. Subito dopo la sua elezioni, vista di cattivo occhi dai vertici del Vaticano, Lugo aveva detto di essere molto dispiaciuto di essere entrato in una sorta di conflitto con la chiesa. Insomma Lugo si ritrova a aver “ribaltato” la storia di una nazione e di aver messo in difficoltà anche la chiesa cattolica. “La situazione in cui ci si ritrova deve essere oggetto di attenti studi” raccontano dalla conferenza episcopale di Asuncion. “E' una cosa che non è mai successa e quindi dovremo prendere una decisione che sia la più accettabile dalla santa sede” continua Roque Acosta portavoce della Cep. Tuttavia Lugo che è considerato un prete di sinistra per via della suo appoggio alla Teologia della Liberazione che fonde cristianesimo e attivismo politico in favore degli oppressi e dei poveri del pianeta, è già stato sospeso a divinis dalla chiesa cattolica ma secondo il diritto canonico non può essere annullata. Insomma sono passate solo poche settimane dalla sua elezione e qualcosa è già cambiato: il mondo ha ricominciato a parlare di Paraguay. Di certo anche questa una vittoria importante per il vescovo rosso.

Alessandro Grandi

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