Il Brasile promette di rispedire indietro le Farc che sconfinano a colpi di fucile
“Ogni volta che le Forze armate
rivoluzionarie della Colombia entreranno in territorio brasiliano,
saranno ricevute a schioppettate”. Parola del ministro delle Difesa
del Planalto, Nelson Jobim, sutfo delle continue incursioni che i
guerriglieri marxisti della selva colombiana sono soliti fare
nell'impervia e confinante Amazzonia brasiliana. E mentre Bogotá
si riunisce con Brasilia per mettere un freno agli sconfinamenti, la
Francia, ancora speranzosa di ravviare le trattative per la
liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri ostaggi in mano alle
Farc, torna a bussare alla porta di Hugo Chavez e Rafael Correa
affinché si impegnino a mediare.
Il Brasile risoluto. Durante un
colloquio con il ministro degli Esteri di Uribe, Fernando Araújo,
Jobim, che intende promuovere la nascita di un Consiglio
latinoamericano sulla Sicurezza, ha ribadito la tolleranza zero verso
chi non rispetta la frontiera, precisando che il governo Lula ha
dispiegato lungo il confine con la martoriata Colombia (in tutto 1645
chilometri), ben 21mila soldati armati fino ai denti. Una
dichiarazione che è stata accolta con un certo giubilo da
Bogotá, tanto che il ministro della Difesa si è
precipitato a commentare: “Magari tutti i vicini facessero lo
stesso”.
La Francia torna all'attacco.
Contemporaneamente, il ministro degli Esteri francese, Bernard
Kouchner, ha iniziato un giro in Colombia, Ecuador e Venezuela per
perorare la causa Betancourt, momentaneamente passata sotto silenzio,
ma mai abbandonata. L'intento di Parigi continua a essere lo scambio
umanitario, già avviato con Raul Reyes, il portavoce
guerrigliero ucciso il primo marzo dall'esercito colombiano, e da
allora collassato.
L'idea di
Kouchner, è tornare a tirare in ballo il presidente
venezuelano, Hugo Chavez, la cui mediazione si è rivelata un
successo in due occasioni: per la liberazione di Clara Lopez e
Consuelo ...., in gennaio, e per quella di altri 4 ostaggi a fine
febbraio. Volontà, questa, non condivisa da Palazzo Nariño,
che invece punterebbe sull'intervento della Chiesa Cattolica e dei
tre paesi amici, appunto Francia, Svizzera e Spagna, scavalcando
Caracas. Il tutto, nonostante le Farc abbiano già ribadito le
loro riserve verso Madrid e verso il Vaticano.
Piano segreto.
Durante il summit tra Kouchner e Uribe nessuno ha però
esplicitamente menzionato Chavez, con il quale il presidente
colombiano continua ad avere rapporti non idilliaci. La
concentrazione si è basata principalmente sull'ideare un piano
di azione per discutere l'accordo umanitario, che per adesso resta
segreto. Per adesso indiscrezioni parlano di sette punti e che il
tema dello scambio si sta muovendo.
A partecipare
direttamente nella vicenda scambio è Luis Eladio Pérez,
l'ex senatore liberato nell'ultima tranche di sequestrati rilasciati
dalle Farc, che da quando ha riacquistato la libertà si è
dedicato anima e corpo a mediare un accordo per aiutare i suoi
compagni di prigionia. Presente anche la madre di Ingrid, Yolanda
Pulecio.