30/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Brasile promette di rispedire indietro le Farc che sconfinano a colpi di fucile
“Ogni volta che le Forze armate rivoluzionarie della Colombia entreranno in territorio brasiliano, saranno ricevute a schioppettate”. Parola del ministro delle Difesa del Planalto, Nelson Jobim, sutfo delle continue incursioni che i guerriglieri marxisti della selva colombiana sono soliti fare nell'impervia e confinante Amazzonia brasiliana. E mentre Bogotá si riunisce con Brasilia per mettere un freno agli sconfinamenti, la Francia, ancora speranzosa di ravviare le trattative per la liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri ostaggi in mano alle Farc, torna a bussare alla porta di Hugo Chavez e Rafael Correa affinché si impegnino a mediare.
 
Soldati brasilianiIl Brasile risoluto. Durante un colloquio con il ministro degli Esteri di Uribe, Fernando Araújo, Jobim, che intende promuovere la nascita di un Consiglio latinoamericano sulla Sicurezza, ha ribadito la tolleranza zero verso chi non rispetta la frontiera, precisando che il governo Lula ha dispiegato lungo il confine con la martoriata Colombia (in tutto 1645 chilometri), ben 21mila soldati armati fino ai denti. Una dichiarazione che è stata accolta con un certo giubilo da Bogotá, tanto che il ministro della Difesa si è precipitato a commentare: “Magari tutti i vicini facessero lo stesso”.

farcLa Francia torna all'attacco. Contemporaneamente, il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha iniziato un giro in Colombia, Ecuador e Venezuela per perorare la causa Betancourt, momentaneamente passata sotto silenzio, ma mai abbandonata. L'intento di Parigi continua a essere lo scambio umanitario, già avviato con Raul Reyes, il portavoce guerrigliero ucciso il primo marzo dall'esercito colombiano, e da allora collassato.
L'idea di Kouchner, è tornare a tirare in ballo il presidente venezuelano, Hugo Chavez, la cui mediazione si è rivelata un successo in due occasioni: per la liberazione di Clara Lopez e Consuelo ...., in gennaio, e per quella di altri 4 ostaggi a fine febbraio. Volontà, questa, non condivisa da Palazzo Nariño, che invece punterebbe sull'intervento della Chiesa Cattolica e dei tre paesi amici, appunto Francia, Svizzera e Spagna, scavalcando Caracas. Il tutto, nonostante le Farc abbiano già ribadito le loro riserve verso Madrid e verso il Vaticano.

Ingrid BetancourtPiano segreto. Durante il summit tra Kouchner e Uribe nessuno ha però esplicitamente menzionato Chavez, con il quale il presidente colombiano continua ad avere rapporti non idilliaci. La concentrazione si è basata principalmente sull'ideare un piano di azione per discutere l'accordo umanitario, che per adesso resta segreto. Per adesso indiscrezioni parlano di sette punti e che il tema dello scambio si sta muovendo.
A partecipare direttamente nella vicenda scambio è Luis Eladio Pérez, l'ex senatore liberato nell'ultima tranche di sequestrati rilasciati dalle Farc, che da quando ha riacquistato la libertà si è dedicato anima e corpo a mediare un accordo per aiutare i suoi compagni di prigionia. Presente anche la madre di Ingrid, Yolanda Pulecio.

Stella Spinelli

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