
Il leader ribelle Gastao Salsinha e una dozzina di suoi uomini si sono arresi
e hanno consegnato le armi questa mattina, ponendo fine a una ribellione iniziata
due anni fa.
Salsinha ha lasciato ieri sera la sua roccaforte di Luala, sulle montagne a ovest
di Dili, è si è costituito nel palazzo del governo della capitale di fronte al
premier Ramos Horta e al vicepremier Jose Luis Guterres, consegnando fucili, granate
e uniformi. "E' un momento storico per il nostro Paese: la ribellione è finita
e ora i responsabili verranno portati davanti alla giustizia. Ora lo sviluppo
di Timor Est potrà avere inizio e il popolo avrà un futuro migliore e potrà vivere
in pace e in armonia", ha dichiarato Guterres.
Salsinha aveva preso il comando della ribellione dopo la morte di Alfredo Reinado,
ucciso negli scontri con l'esercito lo scorso 11 febbraio, durante l'attacco dei
ribelli contro il presidente Ramos Horta, ferito e curato per due mesi in Australia.
Anche il premier Xanana Gusmao era stato oggetto di un attacco quel giorno, ma
ne era uscito illeso.
La ribellione era iniziata nel 2006 quando 600 soldati si erano rivoltati contro
la decisione del governo di allontanarli dalle forze armate. I successivi combattimenti,
che hanno coinvolto anche le forze di pace australiane, hanno causato la morte
di almeno 37 persone e oltre 150 mila sfollati interni.