28/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Da mercoledì scorso, sulle frequenze di Canal 5, un programma diffonderà usi, costumi, tradizioni e valori degli aborigeni
La millenaria cultura maya sbarca in Tv. Da mercoledì scorso, sulle frequenze di Canal 5, un programma diffonderà usi, costumi, tradizioni e valori degli aborigeni, “per un futuro nuovo, diverso, senza discriminazione, dove si possa vivere in pace e armonia e con tolleranza”. E se si pensa che quel canale era proprio quello da cui, durante la sporca guerra che ha sterminato migliaia di indigeni (l'83,33 perento dei 200mila morti o desaparecidos erano maya), l'Esercito trasmetteva la sua propaganda, la notizia acquista ancor più significato.

anziano uomo mayaRiscatto. “Il progetto intende essere il primo esempio di televisione aperta in mano di guatemaltechi senza interessi settari, concentrato sulla diffusione della cultura, dei valori e degli idiomi di tutta la società. È un successo aver creato la Tv Maya”, ha dichiarato Domingo Pascual, il presidente dell'Accademia di lingue maya del Guatemala (Almg).
Se inizialmente potrà essere vista solo nella capitale, lo scopo è diffonderla a livello nazionale entro l'anno. “Siamo certi che la popolazione l'accoglierà molto bene, anche se lo sforzo della Tv Maya avrà bisogno di un grande supporto. Per quest'anno l'Accademia riuscirà a mettere a disposizione solo due milioni di quetzales (263.157 euro), per questo la trasmissione, tanto per cominciare, sarà breve”, ha aggiunto il Pascual.

mayaTanto per cominciare. La prima puntata è durata trenta minuti e ha ospitato servizi nelle quattro lingue dei grandi popoli indios del Guatemala: Maya, Carifuna, Xinca e Ladino, tutti sottotitolati in spagnolo. Ma l'intenzione è dare spazio a tutte e 22 le lingue maya parlate nel paese centroamericano, in modo da “diventare programmazione educativa di informazione a carattere pluriculturale e multilingua, che contribuisca allo sviluppo della società”, ha spiegato la direttrice di Canal 5, Dionisio Canahuí. Per questo entro dicembre il programma è destinato ad aumentare fino a tre ore al giorno ed essere così dignitosa opzione per il 51 percento della popolazione guatemalteca, quale “luce, voce e immagine dei popoli maya. Questa è un'ottima opportunità per mostrare la multiculturalità del nostro paese”, ha precisato il direttore dell'Accademia.

uomo mayaUna finestra sul mondo indigeno. La prima puntata è stata strutturata con i saluti e l'enunciazione del significato del giorno secondo il calendario maya, quindi tre sezioni: informazione, spazio culturale e di tecnologia e infine alcuni minuti dedicati ai più piccoli. Fra i collaboratori, la leader indigena Rosalina Tuyuc, del Coordinamento nazionale delle vedove del Guatemala (Conavigua) che tiene a sottolineare come il programma diffonderà anche i diritti dei popoli indigeni. “Speriamo che sia il primo di una lunga serie di programmi che aprono a informazioni sull'identità indigena – commenta la leader – è importante soprattutto per i bambini e i giovani, che hanno bisogno di rafforzare la loro visione del mondo indios, dato che gli altri media non ne parlano”.
 

Stella Spinelli

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