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Riscatto. “Il
progetto intende essere il primo esempio di televisione aperta in
mano di guatemaltechi senza interessi settari, concentrato sulla
diffusione della cultura, dei valori e degli idiomi di tutta la
società. È un successo aver creato la Tv Maya”, ha
dichiarato Domingo Pascual, il presidente dell'Accademia di lingue
maya del Guatemala (Almg).
Tanto per cominciare. La prima
puntata è durata trenta minuti e ha ospitato servizi nelle
quattro lingue dei grandi popoli indios del Guatemala: Maya,
Carifuna, Xinca e Ladino, tutti sottotitolati in spagnolo. Ma
l'intenzione è dare spazio a tutte e 22 le lingue maya parlate
nel paese centroamericano, in modo da “diventare programmazione
educativa di informazione a carattere pluriculturale e multilingua,
che contribuisca allo sviluppo della società”, ha spiegato
la direttrice di Canal 5, Dionisio Canahuí. Per questo entro
dicembre il programma è destinato ad aumentare fino a tre ore
al giorno ed essere così dignitosa opzione per il 51 percento
della popolazione guatemalteca, quale “luce, voce e immagine dei
popoli maya. Questa è un'ottima opportunità per
mostrare la multiculturalità del nostro paese”, ha precisato
il direttore dell'Accademia.
Una finestra sul mondo indigeno. La prima puntata è
stata strutturata con i saluti e l'enunciazione del significato del
giorno secondo il calendario maya, quindi tre sezioni: informazione,
spazio culturale e di tecnologia e infine alcuni minuti dedicati ai
più piccoli. Fra i collaboratori, la leader indigena Rosalina
Tuyuc, del Coordinamento nazionale delle vedove del Guatemala
(Conavigua) che tiene a sottolineare come il programma diffonderà
anche i diritti dei popoli indigeni. “Speriamo che sia il primo di
una lunga serie di programmi che aprono a informazioni sull'identità
indigena – commenta la leader – è importante soprattutto
per i bambini e i giovani, che hanno bisogno di rafforzare la loro
visione del mondo indios, dato che gli altri media non ne parlano”.
Stella Spinelli