Intervenendo oggi durante le celebrazioni per il Giorno del Genocidio, il presidente
armeno Serzh Sarksyan ha dichiarato che una delle priorità del nuovo esecutivo
sarà ottenere il riconoscimento internazionale come “genocidio” dell'uccisione
di un milione e mezzo di armeni durante la prima guerra mondiale.

Migliaia di persone hanno partecipato alla cerimonia dell'anniversario, tenutasi
nel memoriale costruito ad hoc nella capitale Yerevan. Sarksyan ha definito l'uccisione
degli armeni come “un genocidio pianificato ed eseguito” da parte dei turchi ottomani,
avvenuto negli anni tra il 1915 e il 1923. Una visione mai condivisa dalla Turchia,
che sottolinea il fatto che, durante la dissoluzione dell'Impero ottomano, anche
molti turchi abbiano trovato la morte. Riferirsi all'uccisione degli armeni come
a un “genocidio” è un crimine in Turchia. Recentemente, il riconoscimento attraverso
una legge del genocidio armeno da parte della Francia scatenò un incidente diplomatico
tra Ankara e Parigi. I rapporti tra Turchia ed Armenia continuano ad essere tesi,
nonostante le recenti aperture del neopresidente turco Abdullah Gul, che nelle
scorse settimane aveva spedito una lettera a Sarksyan auspicando una normalizzazione
delle relazioni.