I presidenti di Bolivia, Nicaragua e Venezuela e il vice-presidente di Cuba hanno
presentato un progetto congiunto per contrastare l'impatto dell'aumento dei prezzi
dei beni alimentari sulle fasce povere della popolazione latinoamericana.

I quattro leader hanno elaborato anche una serie di programmi mirati a promuovere
lo sviluppo dell'agricoltura nella regione. Il progetto, che costerà 100.000 dollari,
è stato redatto nel corso di un incontro che si è tenuto a Caracas, durante il
quale si sono accusati gli Stati Uniti per aver dato impulso ad una maggiore produzione
di biocarburanti. I prezzi dei beni alimentari sono cresciuti a livello globale
a causa dei costi supplementari della benzina e di una sempre maggiore domanda
di cibo da parte di Cina e India. Gli aumenti, definiti dal World Food Programme
"uno tsunami silenzioso", hanno provocato proteste e rivolte in alcuni Paesi tra
cui Haiti, Camerun e Indonesia. Tra i partecipanti al summit di Caracas, riuniti
nel blocco commerciale anti-capitalista Alternativa Bolivariana per le Americhe
(Alba), il Paese più colpito dalla crisi è Cuba, la cui economia alimentare dipende
dalle importazioni.