26/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Questo piccolo libro si legge tutto d'un fiato. Sessanta pagine, bevute in un sorso che ti lascia senza parole
Ingrid Betancourt“Lettera dall'inferno a mia madre e ai miei figli”, Garzanti Editore, 2008. Questo piccolo libro si legge tutto d'un fiato. Sessanta pagine, bevute in un sorso che ti lascia senza parole. Le prime dodici pagine sono la trascrizione di quanto Ingrid Betancourt, la franco-colombiana ex candidata alla presidenza della repubblica, rapita dalle Forze armate rivoluzionarie della Colombia il 22 febbraio 2002, ha affidato a un fitto manoscritto datato 24 ottobre 2007. Una lettera che i suoi carcerieri hanno preteso quale prova in vita da destinare ai familiari, assieme a una foto, pubblicata in copertina, che sciocca.
Ed è a sua madre che la donna si rivolge, con parole strazianti quanto lucide. Parole gravi e potenti, amplificate dal buio e dalla solitudine di quell'inclemente selva in cui ha trascorso gli ultimi 6 anni. “Mamita, sono stanca, stanca di soffrire. Sono stata, ho cercato di essere forte. Questi sei anni di prigionia mi hanno dimostrato che sono meno coraggiosa, intelligente e forte di quel che pensavo. Ho combattuto molte battaglie, ho cercato di scappare più di una volta, ho cercato di conservare la speranza così come si tiene la testa sopra il pelo dell'acqua. Ma oggi, mamita, mi sento sconfitta”.
La fondatrice del partito “Ossigeno”, l'accanita senatrice nemica giurata della corruzione e dei corrotti, colei che denunciava le manfrine dei potenti e sfidava le loro minacce di morte, colei che è scampata ad agguati paramilitari orchestrati dalla stanza dei bottoni, adesso è arrivata allo stremo. Nonostante cerchi di appigliarsi a quanti la amano.
Con gli ultimi sprazzi di una tenacia innata, Ingrid si rivolge ai suoi figli, Melanie, Lorenzo e Sebastian (suo figlioccio del primo matrimonio) definendoli “il mio ossigeno, la mia vita”. “E' importante che io dedichi queste righe a quelli che mi tengono la testa fuori dall'acqua, che non mi lasciano annegare nell'oblio, nel nulla, nella disperazione”. Quindi lunghi ricordi, ripercorrendo i più bei momenti passati insieme, e pagine su concreti consigli di mamma. Poi parole d'amore per il suo ex marito e padre dei suoi figli, Fabrice Delloye: “Grazie Fab mio, sei meraviglioso”, riferendosi alla sua lotta incessante a fianco di Melanie e Lorenzo al fine di ottenere al sua liberazione. Dolcezza per la sorella, Astrid, tenerezze per il suo attuale marito: “A Janqui: “Dove sei?” e a tutti i componenti della sua grande famiglia. Una dedica, un saluto a quel mondo strappatole dalla guerriglia che ha visto in lei la complice di uno Stato da combattere hasta la victoria.
Dopo le concitate parole datate “Giungla colombiana, mercoledì 24 ottobre, ore 8 e 34, in un mattino piovoso come la mia anima”, e finite di scrivere alle “15 e 34”, il libro propone la risposta dei due adolescenti franco-colombiani, che non perdono la speranza di vedere la loro madre tornare a casa sana e salva. E per questo lottano, marciano, girano il mondo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma dei sequestrati in Colombia (migliaia in mano ai vari gruppi armati). A guidarli sempre la speranza: “Questa non è una lettera d'addio. È una lettera di ritrovamento. A presto, mamma”.
 

Stella Spinelli

Articoli correlati:
04/04/2008 Colombia, Farc: 'Inammissibile la liberazione unilaterale di Ingrid Betanocurt': 'In cambio vogliamo la scarcerazione dei nostri guerriglieri'
19/03/2008 Prima e dopo Reyes: L'Oea condanna la violazione del confine ecuadoriano, ma ne difende la causa. E proseguono le rivelazioni 'post-mortem' di Reyes
04/03/2008 Braccio di ferro: Colombia, tensione molto alta. Lo scontro armato potrebbe essere alle porte. Da Venezuela e Ecuador critiche alla politica di Uribe
27/02/2008 Le Farc liberano 4 ostaggi nelle mani del ministro dell'interno del Venezuela: Stanno bene, sono a bordo di elicotteri di Caracas
07/02/2008 L'europarlamentare Agnoletto attacca Uribe: Dura la denuncia della mancanza di rispetto dei diritti umani e della strumentalizzazione della manifestazione anti-Farc
10/01/2008 Libere: Clara Rojas e Consuelo Gonzales sono state consegnate alla missione capitanata dal Venezuela e adesso sono a Caracas
30/11/2007 Colombia, la Betancourt è viva: Lo mostra un video sequestrato alle Farc
23/11/2007 Stop alle trattative: Sembra arrivata ad una situazione di stallo la mediazione di Chavez per la liberazione dei prigionieri delle Farc. Chavez chiede al leader Marulanda la prova che Ingrid Betancourt sia ancora viva
09/11/2007 I dettami delle Farc: Chavez ha incontrato a Caracas un rappresentante della guerriglia, che rilancia sulla smilitarizzazione
06/11/2007 Le Farc a colloquio con Chávez: Accordo umanitario, stamani il presidente del Venezuela incontrerà due rappresentanti dello Stato maggiore
23/03/2006 Basta la guerriglia siempre: Intervista a uno dei capi delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia
22/02/2006 Nella tana dei guerriglieri: Un comandante delle Farc ci racconta il caso di Ingrid Betancourt, loro prigioniera da 4 anni
28/10/2005 Terra di oppressione: Mèlanie Betancourt racconta la guerra in Colombia
25/10/2005 Sotto sequestro: Mèlanie parla di sua madre, Ingrid Betancourt, rapita in Colombia
24/02/2005 La rabbia nel cuore: Il terzo anniversario del sequestro di Ingrid Betancourt da parte delle Farc.
07/04/2004 Uribe attenta alla democrazia: La Colombia rischia una svolta autoritaria
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità