23/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I dati quasi definitivi confermano il trionfo dei maoisti
Scritto per noi
da Donatella Malfitano
 
Il conteggio dei voti si è concluso e i risultati definitivi delle elezioni dell'Assemblea Costituente confermano la valanga di preferenze riversata sul partito maoista del leader Prachanda.
Le proiezioni conclusive confermano un’ampia maggioranza al Partito comunista nepalese-maoista (Cpn-m), che avrà circa 217 seggi su 601. Prima del voto del 10 aprile tutti erano convinti che i maoisti si sarebbero piazzati bene, ma comunque dietro i due partiti storici, il Congresso nepalese (Nc) e i Marxisti-leninisti unificati (Uml), che invece finiranno con l’avere rispettivamente circa 107 e 100 seggi. Seguono i due partiti autonomisti del Terai: il Forum per i diritti del popolo madhese (Mjf), con circa 50 seggi, e il Partito democratico madhese del Terai (Tmlp), con circa 30 rappresentanti.
 
PrachandaVerso la formazione di un governo rosso. Passata la sorpresa iniziale, sia tra gli osservatori internazionali che tra i Nepalesi stessi, il Nepal inizia ora una nuova fase. E i Maoisti non perdono tempo.
Mentre gli Stati Uniti hanno annunciato che presto toglieranno il partito vittorioso Cpn-m dalla lista dei movimenti terroristici, dicendosi pronti a collaborare con il nuovo governo, Prachanda si candida come leader dell'esecutivo che verrà presto formato, proponendo un programma di sviluppo che parte da una riforma agraria, e chiede a gran voce al destituito re Gyanendra di lasciare il palazzo reale prima che il Paese venga ufficialmente dichiarato Repubblica Federale.
Rimangiandosi i propositi pre-elettorali di accettazione dei risultati e di collaborazione fatti da tutti i partiti, gli sconfitti dell’Nc e dell’Uml dichiarano che non si uniranno al nuovo governo guidato dai maoisti. Consultazioni sono comunque in corso da parte di Prachanda per convincere i due ex grandi partiti, senza dimenticare che anche i due partiti vittoriosi nel Terai dovranno essere accomodati.
 
FesteggiamentiLe ragioni della vittoria elettorale dei maoisti. Qui a Kathmandu i supporter maoisti continuano a celebrare la vittoria. Altri, non maoisti che però hanno votato per loro, continuano a dire “Cos'altro avremmo potuto fare?”.
La schiacciante vittoria di Prachanda può essere infatti letta come un insieme di diversi fattori.
A parte chi ha voluto chiaramente e indipendentemente votare per gli ex ribelli, a cui ha sempre creduto negli anni, molti elettori hanno scelto condizionati dalla violenza della campagna elettorale e dalle minacciose dichiarazioni dei maoisti (“ritorno alla guerriglia in caso di sconfitta”). Dieci anni di guerra pesano ancora come un macigno sulla memoria dei nepalesi. Molti altri, pur non seguendo necessariamente la filosofia maoista, hanno invece semplicemente voluto chiudere con anni di inefficienza degli altri due partiti forti, sperando nel cambiamento tanto pubblicizzato dagli uomini di Prachanda.
 
Combattenti maoistiGli ex ribelli dovranno essere integrati nell’esercito. Nella capitale nepalese, la gente si incolla davanti alla televisione ad ascoltare le dichiarazioni di Prachanda e i programmi del suo vittorioso partito. Tutti comunque guardano speranzosi a un futuro di sviluppo e di cambiamenti, mentre si accelerano anche le trattative per un’integrazione rapida dell’ex esercito ‘rosso’ in quello regolare nepalese, svuotando definitivamente i siti monitorati dall’Onu.
Qualcuno si chiede anche se ora, nel nuovo scenario politico, si potrà ancora decidere per l’istituzione di una commissione per investigare sui crimini commessi durante gli anni di guerriglia o se si dovrà chiudere la porta della memoria anche su questo.
Parole chiave: nepal, elezioni, maoisti, Donatella Malfitano
Categoria: Elezioni
Luogo: Nepal