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Secondo l'Onu, non tutto è perduto, e la possibilità di far incontrare le parti,
per la prima volta in due anni, c'è. Una speranza che uno dei portavoce delle
Corti, Sheikh Ibrahim Suley, ha di fatto affossato dichiarando alla Reuters che tutti i colloqui di pace sono sospesi per un periodo indefinito a séguito
di quanto accaduto lo scorso fine settimana. Le Corti accusano l'esercito etiope
di aver ucciso almeno 200 persone nella sola Mogadiscio, e di averne rapite altre
160, solo nell'ultimo weekend. Cifre respinte dalle Forze Armate, che incolpano le milizie islamiche per lo
scoppio degli incidenti.
I grandi perdenti della battaglia del weekend sono stati ancora una volta i civili, costretti a fuggire in massa da quella
che sta diventando una vera città fantasma. Interi quartieri di Mogadiscio, specie
nella zona settentrionale che è stata il teatro degli scontri più feroci, sono
ormai disabitati. Secondo le cifre fornite dalla locale Elman Peace and Human Rights Organisation, nel 2007 un milione e mezzo di persone avrebbero abbandonato Mogadiscio, chi
fuggito dai parenti in altre zone del Paese e chi finito nei campi di accoglienza,
pochi chilometri fuori dalla città. I più sfortunati sono preda delle bande che
controllano le vie di accesso alla città, e che spogliano gli sfollati dei loro
ultimi averi. Matteo Fagotto