Scritto per noi da
Mariavittoria Orsolato
Incontro questa giovanotta di 70 anni nella sua semplice casa di Encarnaciòn,
una cittadina adagiata sul Rio Paranà che divide il Pargauay dall’Argentina. Circondata
dai suoi amati cani, il viso segnato da una vita tutt’altro che facile, le mani
callose di chi non ha mai smesso di lavorare.

Mercedes Lugo Mendez, la sorella maggiore e vice-mamma del neopresidente ed ex
vescovo Fernando, non si monta la testa e continua dritta per la sua strada. Una
strada fatta di umanità e dedizione per i meno fortunati. Mercedes è maestra in
una delle poche scuole della città, madre, nonna, volontaria presso il malconcio
ospedale di Encarnaciòn e attivista politica. La sua è una famiglia famosa nel
Paese per aver sempre combattuto il regime, prima quello del generale Stroessner
e poi quello instaurato dal Partido Colorado. Una famiglia che ha anche pagato
caro questo impegno: tre fratelli esiliati e uno zio ucciso con un colpo alla
schiena.
Ora che è diventata first lady sente in cuor suo di aver ottenuto un riscatto?
Il Paese ha ottenuto un riscatto, non io. Io sono solo una povera vecchia (ride). Quando Fernando mi ha chiesto se sarebbe stata una buona cosa mettersi in
politica io non ho potuto far altro che assecondarlo e dargli la mia benedizione.
Gli ho detto “ti abbiamo sempre appoggiato nelle tue scelte, lo faremo anche stavolta”.
La sua vittoria era scritta nel piano di Dio, credo che Nano – così viene affetuosamente
apostrofato il neopresidente (nda) - abbia sentito la voce di Cristo che lo invitava a impegnarsi in questa direzione..
Il popolo paraguayano era schiavo pur essendo costituzionalmente libero. Pur lavorando,
milioni di persone non hanno un tetto e non hanno cibo, la vittoria di Fernando
e della sua Alianza rappresentano un primo e importante passo per la rinascita
della nazione.
Quali sono secondo lei le priorità del Paese che vanno soddisfatte?
Il Paraguay ha alle spalle una storia di miseria e precarietà. Penso che le prime
cose a cui dovremo mettere mano siano l’istruzione, la sanità pubblica, la sicurezza
e infine il lavoro. Questa nazione non ha avuto opportunità. Una cupola di pochi
le ha tenute in scacco, sebbene non avesse le capacità e tantomeno la legittimità.
Dobbiamo assolutamente riuscire a mettere di nuovo l’uomo nelle condizioni di
essere uomo, e non bestia. Perchè purtroppo quando vedi certe scene per la strada,
con i bambini sporchi ad elemosinare qualche moneta, la prima immagine che ti
viene in mente è quella di una condizione bestiale.
La famiglia è un altro punto molto importante. In questi anni sono stati centinaia
di migliaia i giovani emigrati in cerca di lavoro, penso che una famiglia disgregata
sia un delitto. Lavoreremo assiduamente per far sì che chi se n’è andato rientri
in Patria con la sicurezza di un lavoro e riabbracci i suoi cari.
La nazione con voi andrà a sinistra?
Nè io, nè tantomeno Fernando siamo di sinistra. Diciamo che stiamo meglio al
centro. Il problema è che molte volte il socialismo si interpreta male. Se qui
in Sudamerica si parla di socialismo viene subito in mente Castro, viene in mente
Chavez. Ma per me il socialismo è semplicemente l’uguaglianza di diritti. Non
credo che sia un male se applicato nelle sue reali intenzioni di equità sociale.
Crede che la costituzione paraguayana abbia bisogno di un’aggiustata?
Penso che alcuni articoli della nostra costituzione siano poco chiari e di conseguenza
vizino le interpretazioni dei giuristi. Qui in Paraguay siamo famosi per la corruzione,
i giudici purtroppo non smentiscono questa voce, anzi sono la categoria che forse
soffre di più di questa malattia.
I colpevoli rimangono impuniti e nelle carceri resta solo chi non ha il denaro
per scagionarsi con un avvocato degno di questo titolo. Credo che non potremo
fare nulla finchè non ci sarà un vera separazione dei poteri.
Un’ultima domanda, che forse le avranno fatto in tanti, che tipo di persona è
suo fratello?
Fernando è un uomo dal carisma straordinario. Può sembrare timido nei modi, ma
questo è dovuto alla sua grande umiltà, virtù che nella nostra famiglia è stata
sempre un dovere. A chi mi dice che mio fratello ha rinunciato a Dio per la politica
rispondo con un secco no. Fernando ha solo riunuciato al suo ministero di vescovo,
ha rinunciato ai privilegi del suo status proprio perchè ha sempre creduto di
poter servire meglio Dio aiutando gli emarginati e i poveri. E’ questo il motivo
che lo ha spinto nelle braccia della politica, ma la sua, e la mia, è una lotta
senza colore, senza bandiere, se non quella del nostro amato Paese.