02/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista a Mercedes Lugo Mendez, primera dama del Paraguay
Scritto per noi da
Mariavittoria Orsolato  
 
Incontro questa giovanotta di 70 anni nella sua semplice casa di Encarnaciòn, una cittadina adagiata sul Rio Paranà che divide il Pargauay dall’Argentina. Circondata dai suoi amati cani, il viso segnato da una vita tutt’altro che facile, le mani callose di chi non ha mai smesso di lavorare.
 
Mercedes nella classe Mercedes Lugo Mendez, la sorella maggiore e vice-mamma del neopresidente ed ex vescovo Fernando, non si monta la testa e continua dritta per la sua strada. Una strada fatta di umanità e dedizione per i meno fortunati. Mercedes è maestra in una delle poche scuole della città, madre, nonna, volontaria presso il malconcio ospedale di Encarnaciòn e attivista politica. La sua è una famiglia famosa nel Paese per aver sempre combattuto il regime, prima quello del generale Stroessner e poi quello instaurato dal Partido Colorado. Una famiglia che ha anche pagato caro questo impegno: tre fratelli esiliati e uno zio ucciso con un colpo alla schiena.

Ora che è diventata first lady sente in cuor suo di aver ottenuto un riscatto?
Il Paese ha ottenuto un riscatto, non io. Io sono solo una povera vecchia (ride). Quando Fernando mi ha chiesto se sarebbe stata una buona cosa mettersi in politica io non ho potuto far altro che assecondarlo e dargli la mia benedizione. Gli ho detto “ti abbiamo sempre appoggiato nelle tue scelte, lo faremo anche stavolta”. La sua vittoria era scritta nel piano di Dio, credo che Nano – così viene affetuosamente apostrofato il neopresidente (nda) - abbia sentito la voce di Cristo che lo invitava a impegnarsi in questa direzione.. Il popolo paraguayano era schiavo pur essendo costituzionalmente libero. Pur lavorando, milioni di persone non hanno un tetto e non hanno cibo, la vittoria di Fernando e della sua Alianza rappresentano un primo e importante passo per la rinascita della nazione.

Quali sono secondo lei le priorità del Paese che vanno soddisfatte?
Il Paraguay ha alle spalle una storia di miseria e precarietà. Penso che le prime cose a cui dovremo mettere mano siano l’istruzione, la sanità pubblica, la sicurezza e infine il lavoro. Questa nazione non ha avuto opportunità. Una cupola di pochi le ha tenute in scacco, sebbene non avesse le capacità e tantomeno la legittimità. Dobbiamo assolutamente riuscire a mettere di nuovo l’uomo nelle condizioni di essere uomo, e non bestia. Perchè purtroppo quando vedi certe scene per la strada, con i bambini sporchi ad elemosinare qualche moneta, la prima immagine che ti viene in mente è quella di una condizione bestiale.
La famiglia è un altro punto molto importante. In questi anni sono stati centinaia di migliaia i giovani emigrati in cerca di lavoro, penso che una famiglia disgregata sia un delitto. Lavoreremo assiduamente per far sì che chi se n’è andato rientri in Patria con la sicurezza di un lavoro e riabbracci i suoi cari.

La nazione con voi andrà a sinistra?
Nè io, nè tantomeno Fernando siamo di sinistra. Diciamo che stiamo meglio al centro. Il problema è che molte volte il socialismo si interpreta male. Se qui in Sudamerica si parla di socialismo viene subito in mente Castro, viene in mente Chavez. Ma per me il socialismo è semplicemente l’uguaglianza di diritti. Non credo che sia un male se applicato nelle sue reali intenzioni di equità sociale.

La familiaCrede che la costituzione paraguayana abbia bisogno di un’aggiustata?
Penso che alcuni articoli della nostra costituzione siano poco chiari e di conseguenza vizino le interpretazioni dei giuristi. Qui in Paraguay siamo famosi per la corruzione, i giudici purtroppo non smentiscono questa voce, anzi sono la categoria che forse soffre di più di questa malattia.
I colpevoli rimangono impuniti e nelle carceri resta solo chi non ha il denaro per scagionarsi con un avvocato degno di questo titolo. Credo che non potremo fare nulla finchè non ci sarà un vera separazione dei poteri.

Un’ultima domanda, che forse le avranno fatto in tanti, che tipo di persona è suo fratello?
Fernando è un uomo dal carisma straordinario. Può sembrare timido nei modi, ma questo è dovuto alla sua grande umiltà, virtù che nella nostra famiglia è stata sempre un dovere. A chi mi dice che mio fratello ha rinunciato a Dio per la politica rispondo con un secco no. Fernando ha solo riunuciato al suo ministero di vescovo, ha rinunciato ai privilegi del suo status proprio perchè ha sempre creduto di poter servire meglio Dio aiutando gli emarginati e i poveri. E’ questo il motivo che lo ha spinto nelle braccia della politica, ma la sua, e la mia, è una lotta senza colore, senza bandiere, se non quella del nostro amato Paese.
Parole chiave: Alessandro Grandi
Categoria: Donne, Elezioni, Politica
Luogo: Paraguay
Articoli correlati: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: