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I fatti. “E' un'ingiustizia” dichiara Marianela Solares, orgogliosa femminista in disaccordo
con la decisione del Tribunal Costitucional che dal 4 aprile scorso proibisce
la somministrazione gratuita nei consultori pubblici della pillola del giorno
dopo. “Cosa accadrà adesso? Solo le ragazze che si possono permettere di comprarla
in farmacia potranno farne uso. Si creerà un circolo vizioso clandestino di commercio
di pillole. Sarà una cosa incontrollabile e pericolosa”. Si preoccupa, Marianela.
Si agita perchè la proibizione, secondo il suo pensiero, non ha mai portato a
risultati eccellenti. “Hanno proibito anche la droga – dice arrabbiata - ma i
drogati ci sono ancora”.
Il Cile si indigna. Dopo la decisione del Tribunal, fra la popolazione cilena si è subito diffuso
un tam tam generale di protesta. In diversi settori della società l'argomento
non è passato inosservato e soprattutto in rete ha suscitato diversi dibattiti.
“Siamo indignati e arrabbiati” si legge nel blog di Matias e Monica. “Il movimento
che si è formato in rete, un movimento digitale, non si era mai visto prima d'ora
in Cile”.
Pillola del giorno dopo e Ru 486. Per chi ancora non lo sapesse ci sono differenze sostanziali fra pillola del
giorno dopo e Ru486. In breve per quanto riguarda la prima è un farmaco utilizzato
come metodo di contraccezione di emergenza. Può essere presa entro le 72 ore successive
al rapporto sessuale. In linea di massima il principio attivo che la compone è
simile a quelli presenti in molte pillole anticoncezionali. La Ru 486, invece,
è tutt'altra cosa. E' un farmaco abortivo che può essere utilizzato nei primi
due mesi della gravidanza. Alessandro Grandi