21/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I bambini-soldato, una schiera di minorenni costretti dalla fame e dalla povertà
“Il reclutamento di bambini, bambine e adolescenti, da parte di Farc, Eln e paramilitari, è una pratica di massa, sistematica, intenzionale, sproporzionata, che fa parte di una politica deliberata da queste organizzazioni in quanto facilita il raggiungimento dei loro fini strategici e ottimizza il loro operato. La responsabilità su questi fatti ricade direttamente sui capi di queste strutture”. È con queste parole che Natalia Springer ha commentato il grave caso dei bambini soldato in Colombia, un esercito silente e dimenticato, di un'età media di dodici anni, che cresce in modo esponenziale con povertà e ignoranza. L'indifferenza dello Stato, assente nella maggioranza delle aree rurali colombiane, è complice di un dramma che si inserisce nel conflitto interno ultraquarantennale e sanguinoso, che piaga il Paese.

bambina reclutata dalla guerrigliaCostretti dalla miseria. Lo studio effettuato per la Fondazione Maya Nasa, dal titolo Prisoneros Combatientes,i cui risultati sono stati presentanti al Vicepresidente della Repubblica, Francisco Santos, e alla direttrice dell'Istituto del Bienestar Familiar (Icbf), Elvira Forero, spara numeri allarmanti. Il settanta percento dei minori reclutati da guerriglia e paracos scelgono le armi per le precarie condizioni di vita. Costretti dalla fame e dalla miseria, vedono quale unica alternativa di riscatto irse al monte: darsi alla macchia entrando nelle fila dei gruppi combattenti che più popolano la regione dove vivono. E se unirsi alle Forze armate rivoluzionarie colombiane o nell'Esercito di liberazione nazionale ha ancora il sapore della scelta di campo per la giustizia e la speranza, (dato che sono gruppi dalla ideologia di base molto forte, con una connotazione di esercito del popolo), entrare nei paramilitari (gruppi di destra, anti-guerriglia, filo-governativi e coperti dal potere costituito) è una maniera per sentirsi invincibili, intoccabili, vincenti.

bambini soldatoInvisibili e inutili. “Più della metà degli intervistati – 437 giovani, adesso usciti dai gruppi armati e sotto protezione dell'Icbf – ha dimostrato di non aver avuto nessuna opportunità di accesso alla terra, allo studio o ai soldi. Oltre un terzo ha dichiarato di non aver avuto a disposizione nessuna prospettiva per avanzare economicamente e socialmente”. Secondo la studiosa, reclutare i minori è un crimine invisibile, perché sono bambini poveri che vivono in aree remote e in condizioni familiari alquanto precarie: la maggioranza ha subito violenza domestica o ha assistito a episodi di violenza sulla famiglia. Tutti appartengono a quella fascia di persone “invisibili” che “non sono di nessun interesse per il Parlamento” e tanto meno per gli uomini politici dato che “non votano, non sanno né leggere né scrivere, non consumano, non hanno conti bancari”. In poche parole, questi bambini “non esistono e non vengono considerati”.
“Se non mi fossi arruolato, sarei morto”. Questo quanto dichiarato dal 6,5 percento dei ragazzini intervistati, mentre un 16,8 percento ha sussurrato che, se non l'avesse fatto, le sue condizioni sarebbero peggiorate.

Scappare è morire. Dato che sono il gruppo armato più numeroso e radicato nella società colombiana, il 52 percento dei ragazzini coinvolti nello studio è stato guerrigliero delle Farc. Il 29,1 invece ha militato nei gruppi paramilitari, come le Auc, e il 16,8 nell'Eln. Il restante 1,9 ha cambattuto in altri gruppi dissidenti emergenti. La maggioranza di loro, a qualunque formazione appartenesse, è riuscita a fuggire e a smobilitarsi a rischio della vita: la diserzione è un reato molto grave per i codici di guerra di queste formazioni ed è punita con la pena di morte.
Altro dato fondamentale è che quasi la metà dei combattenti che ingrossano le fila di questi eserciti 'fai da te' hanno indossato la mimetica da minorenni e sono cresciuti imbracciando un mitra. Si stima che non meno del 42,16 percento del totale dei guerriglieri Farc smobilitati o catturati siano stati coinvolti quando ancora erano bambini. Percentuale che sale al 45,25 percento se si parla di Eln. E questo, nonostante queste formazioni si vantino di rispettare un codice etico che impone loro il divieto di armare dei minorenni. Con età distinte per identificarli: “L'Eln pone il limite a 18, le Farc a 15, sebbene dichiarino di non aver mai coinvolto nessuno sotto i 18 anni di età”, precisa Natalia Springer.

giovane combattenteZone rosse. Lo studio contiene anche una stima delle zone più a rischio per i bambini: l'Antioquia è il dipartimento più vulnerabile, mentre quelli da cui provengono più soldati minorenni sono il Caquetá, il Putumayo, il Tolima e il Meta. Tutte aree dove il narcotraffico, gli scontri e lo sfollamento sono la normalità. E anzi, spesso si vedono famiglie che fuggono per proteggere i propri figli dal reclutamento, dato che vengono prelevati a partire dai sei anni.
Una lunga schiera di “prigionieri combattenti”, questo dunque un altro dei record colombiani. Bambini, quindi incapaci di intendere e di volere, diventano il target perfetto: soldatini ubbidienti, destinati a diventare guerriglieri o paracos tutti d'un pezzo, fedeli alla causa e ben indottrinati. Carne da macello in un conflitto senza fine né prospettive concrete di pace.

Stella Spinelli

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