
L'ex-vescovo di San Pedro, Fernando Armindo Lugo Méndez, è da poche ore il presidente
eletto del Paraguay con il 41 percento dei voti scrutinati (pari al 92 percento)
e un distacco ormai incolmabile (quasi il 10 percento) rispetto alla seconda candidata,
Blanca Ovelar, del Partido Colorado, al potere da 61 anni. Il terzo candidato,
il generale golpista Lino Oviedo, è staccato di quasi il 20 percento. Il centro
della capitale Asuncion stanotte ha festeggiato l'elezione di Lugo, a capo dell'Alianza
Patriótica para el Cambio (Apc), un movimento che raggruppa una trentina tra formazioni
politiche progressiste e organizzazioni sociali.
"Il trionfo è del popolo paraguayano - ha detto Lugo - che ha avuto fiducia nel
cambiamento e oggi lo ha fatto diventare realtà. Oggi siamo entrati nella storia
del paese. A partire da subito, le cose cambieranno per il meglio. Voi siete gli
eroi di questo risultato... Il nostro Paese ha dimostrato oggi un gran civismo
perchè otteniamo quel cambiamento che ci proponevamo dal principio di questa campagna
elettorale". Lugo trova di fronte a se' un Paese in condizioni tutt'altro che
buone. Mezzo milione di paraguaiani sono emigrati all'estero. Circa la metà dei
terreni del Paese sono proprietà di imprese straniere, monocolture che espellono
i contadini e provocano danni ambientali. Il Paraguay è poi ai primi posti nel
mondo per livello di corruzione, infestato da mafia, narcotraffico, contrabbando.