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Non è proprio un riconoscimento formale d’indipendenza, ma poco ci manca. Ieri
la Russia, su ordine diretto di Putin, ha annunciato che stabilirà rapporti ufficiali
con i governi delle autoproclamate repubbliche separatiste georgiane di Abkhazia
e Ossezia del Sud. Non verranno aperte ambasciate russe a Sukhumi o a Tskhinvali,
ma le agenzie feredali russe d’ora in avanti collaboreranno strettamente con le
autorità abkahze e sudossete, riconoscendo il valore legale dei loro atti e documenti.
La condanna di Tbilsisi, Usa e Nato. Il provvedimento russo ha scatenato durissime reazioni in Georgia e in tutto
l’Occidente.
Forse la risposta russa a una provocazione Usa. Al summit Nato di Bucarest gli alleati europei sono riusciti a bloccare la decisione
degli Stati Uniti di avviare subito la procedura d’ingresso della Georgia nell’Alleanza
atlantica, disinnescando così una pericolosa crisi con la Russia. Ma gli Usa non
si sono scomposti, proseguendo diritti sulla loro strada. Martedì è stato annunciato
che a luglio si terrà in Georgia una grande esercitazione militare congiunta con
l’esercito statunitense (quasi duemila soldati Usa) e forze armate di altri Paesi
ex sovietici che gli Usa vorrebbero nella Nato: Ucraina e Azerbaigian. Si tratta
dell’edizione 2008 di Immediate Response: un'esercitazione annuale che Washington solitamente conduce in Paesi già membri
della Nato. Un messaggio chiaro, quindi, la decisione di farla in Georgia. Enrico Piovesana
Parole chiave: georgia, abkhazia, ossezia del sud, enrico piovesana