17/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Mosca stabilisce rapporti ufficiali con Abkhazia e Ossezia del Sud
Peacekeeper russi in S.OsseziaNon è proprio un riconoscimento formale d’indipendenza, ma poco ci manca. Ieri la Russia, su ordine diretto di Putin, ha annunciato che stabilirà rapporti ufficiali con i governi delle autoproclamate repubbliche separatiste georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud. Non verranno aperte ambasciate russe a Sukhumi o a Tskhinvali, ma le agenzie feredali russe d’ora in avanti collaboreranno strettamente con le autorità abkahze e sudossete, riconoscendo il valore legale dei loro atti e documenti.
E’ il primo importante passo della preannunciata ‘rappresaglia russa’ al riconoscimento occidentale dell’indipendenza del Kosovo. Un passo al quale, se la Georgia dovesse avviare le procedure d’ingresso nella Nato, ne seguiranno di ben più radicali: il riconoscimento formale e un trattato di cooperazione militare.
 
MappaLa condanna di Tbilsisi, Usa e Nato. Il provvedimento russo ha scatenato durissime reazioni in Georgia e in tutto l’Occidente.
Il presidnete Mikhail Saakashvili ha convocato subito una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale. Un esponente del governo, George Baramidze ha definito le decisioni del Cremlino addirittura “una annessione di territori georgiani, una minaccia alla sovranità della Georgia, che risponderà per le rime”.
Sean McCormack, portavoce del dipartimento di Stato Usa, ha ribadito “l’incrollabile sostegno di Washington alla sovranità e all’integrità territoriale della Georgia”.
Il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, è andato oltre: “Questa decisione ci preoccupa perché minaccia la sovranità georgiana: chiedo alla Russia di ritirare questi provvedimenti”.
 
Soldati Usa e georgiani in GeorgiaForse la risposta russa a una provocazione Usa. Al summit Nato di Bucarest gli alleati europei sono riusciti a bloccare la decisione degli Stati Uniti di avviare subito la procedura d’ingresso della Georgia nell’Alleanza atlantica, disinnescando così una pericolosa crisi con la Russia. Ma gli Usa non si sono scomposti, proseguendo diritti sulla loro strada. Martedì è stato annunciato che a luglio si terrà in Georgia una grande esercitazione militare congiunta con l’esercito statunitense (quasi duemila soldati Usa) e forze armate di altri Paesi ex sovietici che gli Usa vorrebbero nella Nato: Ucraina e Azerbaigian. Si tratta dell’edizione 2008 di Immediate Response: un'esercitazione annuale che Washington solitamente conduce in Paesi già membri della Nato. Un messaggio chiaro, quindi, la decisione di farla in Georgia.
Il ‘quasi riconoscimento’ russo delle due repubbliche separatiste georgiane, annunciato il giorno successivo, è probabilmente la risposta di Mosca.

Enrico Piovesana

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