16/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ieri una delle più violente battaglie degli ultimi mesi. Tra opposte fazioni dell’esercito filo-russo
Almeno diciotto persone, tra cui diversi civili, sono morti ieri in Cecenia in uno dei più violenti scontri a fuoco degli ultimi mesi.
 
KadyrovYamadaevtsy e kadyrovtsy. A darsi battaglia nei pressi di Gudermes, una ventina di chilometri a est di Grozny, non sono stati soldati governativi e ribelli ceceni, bensì opposte fazioni delle forze armate cecene fedeli a Mosca. Da una parte i soldati dell’esercito governativo fedeli al presidente ceceno Ramzan Kadyrov; dall’altra quelli del battaglione ‘Vostok’ comandato dall’ex comandante guerrigliero Sulim Yamadayev. Durante il primo conflitto russo-ceceno (1994-1996) i cosiddetti kamadaevtsy e kadyrovtsy, le milizie provate di questi due potenti capi-clan rivali, si combattevano su fronti opposti. Dal 1999, Yamadayev e i suoi uomini sono passati armi e bagagli dalla parte delle forze d’occupazione russe, dando vita a uno dei più spietati battaglioni delle forze armate collaborazioniste cecene.
 
YamadayevGli effetti della cecenizzazione. Il secondo conflitto russo-ceceno, iniziato in quell’anno e costato la vita ad almeno 135 mila persone, si sta progressivamente ‘cecenizzando’: le truppe federali stanno gradualmente ritirandosi, lasciando che siano le milizie filo-russe cecene a combattere i guerriglieri indipendentisti ancora attivi. Una mutazione genetica del conflitto che però, per le caratteristiche della società cecena, rischia di trasformarsi in una guerra tra clan in cui le distinzioni ideologiche (unionismo filo-russo o indipendentismo islamico) perdono il loro significato.

Enrico Piovesana

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