15/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



In Iraq i Consigli del Risveglio, sunniti alleati degli Usa, diventano un partito politico
Un cammino lungo, iniziato a gennaio del 2007, nel momento peggiore dell'occupazione Usa dell'Iraq, sta per concludersi. I Consigli del Risveglio, le milizie sunnite alleate degli Usa contro al-Qaeda in Iraq, sono pronte a trasformarsi in un partito politico. Si chiamer� Iraqi Karama Front (Fronte Dignit� Irachena). Ad annunciarlo � Abu Azzam al-Tamimi, capo di uno dei consigli pi� influenti.

Nuovo partito, vecchi metodi. Una prepotente candidatura per la leadership della comunit� sunnita irachena, vista la fama che i Consigli hanno saputo guadagnarsi agli occhi della popolazione civile, ottenendo un calo delle violenze in particolare a Baghdad. Ancora non si sa se tutti i 130 Consigli (forti di circa 80mila uomini) aderiranno al Karama, ma sembra gi� garantita la partecipazione di alcuni tra i pi� importanti, come quelli di Amirya, Ghazaliya, Khadra, Taji, Abu Ghraib.
Le reazioni del mondo sunnita non sono state univoche: mentre l'Iraqi Islamic Party di Tariq Hashimi, vice presidente iracheno, ha salutato con gioia la novit�, il Consiglio degli Ulema (massima autorit� religiosa sunnita in Iraq che controlla almeno 3mila moschee) ha duramente criticato l'iniziativa, sottolineando come per loro i Consigli abbiano finito per legittimare l'occupazione militare Usa. Anche perch� da Washington i Consigli ricevono soldi e armi. Lo stesso consiglio di studiosi dell'Islam, qualche giorno fa, ha accusato le milizie dei Consigli di assassinare ex detenuti liberati di recente dalle carceri irachene. Si tratterebbe di faide familiari, nelle quali alcuni parenti di vittime di al-Qaeda in Iraq si sono vendicati degli assassini dei loro cari. Alcuni miliziani sunniti, arrestati in passato dai militari Usa o dagli iracheni, hanno goduto di un'amnistia, approvata in febbraio dal Parlamento iracheno, che aveva lo scopo di favorire la riconciliazione fra i diversi gruppi etnici e confessionali del Paese.

Il pilastro del surge.Detrattori a parte, i Consigli sono stati (almeno nei piani del generale Usa David Petraeus) un successo. Era il gennaio 2007 quando, per la prima volta, il presidente Bush ha parlato alla stampa della cosiddetta surge, 'l'onda montante', la strategia della stesso Petraeus per porre fine alle violenze inter etniche e interconfessionali in Iraq, isolando gli elementi 'stranieri' vicini ad al-Qaeda.
Lasciando alle milizie religiose il compito di fare piazza pulita. Gli statunitensi hanno puntato su un primo Consiglio, nato nella provincia dell'al-Anbar. Il concetto di questa trib� sunnita era quello dell'autodifesa dall'imperversare di guerriglieri 'stranieri': visto che gli Usa se ne fregavano dei sunniti, loro si sarebbero difesi da soli. Gli Usa invece, visti anche gli ottimi risultati, hanno sposato il modello dei Consigli del Risveglio, foraggiandoli con armi e denaro, aiutandone la nascita in tutto l'Iraq e negoziando tregue militari con i diversi gruppi di insorti sulla base delle piccole comunit� sunnite irachene.

Tutto come prima. Il piano sembra funzionare, almeno nell'intensit� delle violenze. In realt�, come dimostrano gli attentati di ieri a Baquba, Mosul, Baghdad e Ramadi, la situazione non � affatto pacificata, solo che gli insorti concentrano i loro attacchi, meno numerosi e pi� devastanti. Inoltre, cosa che Petraeus non ha detto, sui metodi che utilizzano i Consigli ci sarebbe molto da dire.
Silvia Spring e Larry Kaplow, del Newsweek, il 5 aprile scorso hanno pubblicato un'inchiesta che denuncia le condizioni di vita nei quartieri dove i 'figli dell'Iraq' (come gli Usa chiamano i miliziani dei Consigli) hanno fatto piazza pulita degli insorti. In particolare raccontano la storia di una commessa di Baghdad. La ragazza viveva nel terrore quando il quartiere della capitale, dove viveva, era in mano ai miliziani di al-Qaeda in Iraq. Poi sono arrivati i miliziani del Consiglio, hanno scacciato al-Qaeda e hanno preso il potere garantendo la pacificazione del rione. Solo che la commessa vive ancora nel terrore. Alla rigida visione dell'Islam imposta da al-Qaeda si � sostituita la grezza brutalit� dei guerriglieri del Consiglio. ''Ognuno ha le sue regole bizzarre, alcuni minacciano di uccidere le donne che non indossano il velo in pubblico'', racconta l'inchiesta del settimanale, ''la commessa � in lutto per il fratello, che � stato ucciso nel maggio scorso, ma va in cerca di guai se si veste di nero per pi� di tre giorni di fila. Secondo quelli che adesso dettano legge nel suo quartiere, chiunque vesta a lutto commette blasfemia, mettendo in dubbio la volont� di Dio''.

Christian Elia

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