In Iraq i Consigli del Risveglio, sunniti alleati degli Usa, diventano un partito politico
Un cammino lungo, iniziato a gennaio
del 2007, nel momento peggiore dell'occupazione Usa dell'Iraq, sta
per concludersi. I Consigli del Risveglio, le milizie sunnite alleate
degli Usa contro al-Qaeda in Iraq, sono pronte a trasformarsi in un
partito politico. Si chiamer� Iraqi Karama Front
(Fronte Dignit� Irachena). Ad annunciarlo � Abu Azzam
al-Tamimi, capo di uno dei consigli pi� influenti.
Nuovo partito, vecchi metodi.
Una prepotente candidatura per la leadership della comunit�
sunnita irachena, vista la fama che i Consigli hanno saputo
guadagnarsi agli occhi della popolazione civile, ottenendo un calo
delle violenze in particolare a Baghdad. Ancora non si sa se tutti i
130 Consigli (forti di circa 80mila uomini) aderiranno al
Karama,
ma sembra gi� garantita
la partecipazione di alcuni tra i pi� importanti, come quelli
di Amirya, Ghazaliya, Khadra, Taji, Abu Ghraib.
Le reazioni del mondo sunnita non sono
state univoche: mentre l'Iraqi Islamic Party di Tariq Hashimi,
vice presidente iracheno, ha salutato con gioia la novit�, il
Consiglio degli Ulema (massima autorit� religiosa sunnita in
Iraq che controlla almeno 3mila moschee) ha duramente criticato
l'iniziativa, sottolineando come per loro i Consigli abbiano finito
per legittimare l'occupazione militare Usa. Anche perch� da
Washington i Consigli ricevono soldi e armi. Lo stesso consiglio di
studiosi dell'Islam, qualche giorno fa, ha accusato le milizie dei
Consigli di assassinare ex detenuti liberati di recente dalle carceri
irachene. Si tratterebbe di faide familiari, nelle quali alcuni
parenti di vittime di al-Qaeda in Iraq si sono vendicati degli
assassini dei loro cari. Alcuni miliziani sunniti, arrestati in
passato dai militari Usa o dagli iracheni, hanno goduto di
un'amnistia, approvata in febbraio dal Parlamento iracheno, che aveva
lo scopo di favorire la riconciliazione fra i diversi gruppi etnici e
confessionali del Paese.
Il pilastro del surge.Detrattori a parte, i Consigli sono stati (almeno nei piani del
generale Usa David
Petraeus) un successo. Era il gennaio 2007 quando, per
la prima volta, il presidente Bush ha parlato alla stampa della
cosiddetta
surge, 'l'onda montante', la strategia della stesso
Petraeus per porre fine alle violenze inter etniche e
interconfessionali in Iraq, isolando gli elementi 'stranieri' vicini
ad al-Qaeda.
Lasciando alle milizie religiose il
compito di fare piazza pulita. Gli statunitensi hanno puntato su un
primo Consiglio, nato nella provincia dell'al-Anbar. Il concetto di
questa trib� sunnita era quello dell'autodifesa
dall'imperversare di guerriglieri 'stranieri': visto che gli Usa se
ne fregavano dei sunniti, loro si sarebbero difesi da soli. Gli Usa
invece, visti anche gli ottimi risultati, hanno sposato il modello
dei Consigli del Risveglio, foraggiandoli con armi e denaro,
aiutandone la nascita in tutto l'Iraq e negoziando
tregue militari con i diversi gruppi di insorti sulla base delle
piccole comunit� sunnite irachene.
Tutto
come prima. Il piano sembra funzionare, almeno nell'intensit�
delle violenze. In realt�, come dimostrano gli attentati di
ieri a Baquba, Mosul, Baghdad e Ramadi, la situazione non �
affatto pacificata, solo che gli insorti concentrano i loro attacchi,
meno numerosi e pi� devastanti. Inoltre, cosa che Petraeus non
ha detto, sui metodi che utilizzano i Consigli ci sarebbe molto da
dire.
Silvia
Spring e Larry Kaplow, del Newsweek, il 5 aprile
scorso hanno pubblicato un'inchiesta che denuncia le condizioni di
vita nei quartieri dove i 'figli dell'Iraq' (come gli Usa chiamano i
miliziani dei Consigli) hanno fatto piazza pulita degli insorti. In
particolare raccontano la storia di una commessa di Baghdad. La
ragazza viveva nel terrore quando il quartiere della capitale, dove
viveva, era in mano ai miliziani di al-Qaeda in Iraq. Poi sono
arrivati i miliziani del Consiglio, hanno scacciato al-Qaeda e hanno
preso il potere garantendo la pacificazione del rione. Solo che la
commessa vive ancora nel terrore. Alla rigida visione dell'Islam
imposta da al-Qaeda si � sostituita la grezza brutalit�
dei guerriglieri del Consiglio. ''Ognuno ha le sue regole bizzarre,
alcuni minacciano di uccidere le donne che non indossano il velo in
pubblico'', racconta l'inchiesta del settimanale, ''la commessa �
in lutto per il fratello, che � stato ucciso nel maggio
scorso, ma va in cerca di guai se si veste di nero per pi� di
tre giorni di fila. Secondo quelli che adesso dettano legge nel suo
quartiere, chiunque vesta a lutto commette blasfemia, mettendo in
dubbio la volont� di Dio''.