15/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Continuano le accuse reciproche dopo la crisi del 1 marzo. E Correa accusa le sue forze armate di collusione con la Cia
Fra Ecuador e Colombia è ancora scontro diplomatico. L'attacco del primo marzo lanciato da Bogotà contro l'Ecuador, per distruggere l'accampamento del numero due delle Farc, Raul Reyes, ha intaccato pesantemente le relazioni fra i due vicini di casa, che continuano a battibeccarsi pesantemente. Le ultime accuse reciproche di malafede e secondi fini sono arrivate nel fine settimana. Il presidente ecuadoriano Rafael Correa, durante una visita in Messico - paese coinvolto nella diatriba dato che in quell'attacco oltre a Reyes e a 16 guerriglieri morirono anche 4 cittadini messicani - ha colto l'occasione per ribadire che Quito non sapeva niente dell'imminente attacco programmato da Bogotà e ha definito “payasadas” i supposti avvertimenti che la Colombia dice di aver lanciato a Quito sulla presenza delle Farc in Ecuador. Dichiarazioni, queste del determinato presidente Correa, che hanno suscitato una reazione di stizza nel governo di Alvaro Uribe, il quale insiste sul fatto che Correa sapesse perché direttamente informato.
 
 
Correa e l'ex comandante del Comando congiuntoCaos Ecuador. Uno nuovo scambio di accuse che in Ecuador arrivano in un momento di particolare tensione. La scorsa settimana, il presidente ha rimosso il ministro della Difesa, Wellington Sandoval, e quattro generali della cupola militare e di polizia, asserendo di avere le prove che siano collusi con la Cia, il servizio di intelligence statunitense. In particolare, sembra che durante la grave crisi diplomatica scaturita dall'attacco colombiano in territorio ecuadoriano, questi alti esponenti delle forze militari abbiano passato informazioni riservate agli Usa e quindi alla Colombia.
La cacciata dei cinque sospetti ha indotto, per spirito di corpo, il capo del Comando Congiunto Héctor Camacho, dell'Esercito, Guillermo Vásconez, e della Forza aerea, Jorge Gabela,  a dare le dimissioni, accettate senza discutere dal governo.

Correa con il nuovo ministro della Difesa Il nuovo ministro. “Non tolleriamo che i nostri servizi segreti non rispondano al governo nazionale”, ha sottolineato Correa, che per riassestare le Forze armate, ha immediatamente provveduto a nominare i nuovi capi, scegliendoli nella linea di successione naturale. Il nuovo ministro della Difesa è invece il giornalista e scrittore Javier Ponce, finora segretario personale del presidente. “E' ora che l'istituzione armata si assuma non solo i suoi compiti, ma anche i momenti duri e le verità scomode”, ha dichiarato il nuovo ministro, annunciando una Commissione formata da civili e militari che investigherà sui supposti nessi degli alti comandanti e la Cia e sul passaggio di informazioni riservate a questo organismo straniero e, attraverso di esso, ai servizi di spionaggio colombiani.

Alvaro UribePace lontana. Ponce ha anche preso immediata posizione sulle ultime accuse colombiane, definendole “parole audaci” che mirano a seminare sfiducia fra Esecutivo ed Esercito in “momenti delicati in cui, invece, dimostreranno quanto sono uniti per affrontare la campagna mediatica del governo Uribe” anti-Quito.
Le nuove accuse e insinuazioni pronunciate da Bogotà, dunque, annullano le sensazioni di distensione che negli ultimi giorni trasparivano dalle dichiarazioni dei due capi di stato. Il primo marzo si è rotto qualcosa fra i due paesi fratelli e le relazioni sono ben lungi dal tornare quelle che erano o che sembravano essere. Almeno fino a che Uribe siederà a Palazzo Narino. 

Stella Spinelli

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