"Se entro martedì non si
ricostituiscono le condizioni per portare avanti le sessioni di
lavoro nella loro sede naturale, allora dovremo trasferire i lavori
in una sede alternativa", ha annunciato oggi il deputato del
Partito rivoluzionario istituzionale (Pri), Luis Enrique Benitez,
commentando il blocco dei lavori parlamentari in Messico.

Sono, infatti, tre giorni che
l'Assemblea nazionale di Città del Messico é
paralizzata da una clamorosa protesta dell'opposizione di sinistra
del Partito della rivoluzione democratica (Pdr) che ha occupato, da
tre giorni, con i suoi parlamentari la presidenza di Camera e Senato,
e ha mobilitato nelle piazze migliaia di militanti contro il progetto
governativo di aprire ai privati il capitale della compagnia
petrolifera messicana
Pemex. Il Prd vede in questo progetto
una "privatizzazione nascosta", ipotesi respinta
categoricamente dal presidente Felipe Calderon, che ha avvertito che
accetta un dibattito, ma che non cederà a questo tipo di
azioni violente.
Le forze politiche che appoggiano il
progetto - il governativo Partito Azione nazionale (Pan, destra) ed
anche il Partito rivoluzionario istituzionale (Pri, centro) - stanno
consultandosi e potrebbero decidere di portare il dibattito fuori dal
Parlamento.
Ma Ricardo Monreal, numero due del Prd,
partito che fa parte del Fronte ampio progressista (Fap), in cui
operano anche il Partito del lavoro (Pt) e Convergencia, ha replicato
che un cambio di sede non servirebbe a neutralizzare la protesta,
giacché "dovunque vadano ci dovranno convocare, in quanto
facciamo parte del Congresso, e dunque ci saremo".