13/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



"Se entro martedì non si ricostituiscono le condizioni per portare avanti le sessioni di lavoro nella loro sede naturale, allora dovremo trasferire i lavori in una sede alternativa", ha annunciato oggi il deputato del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri), Luis Enrique Benitez, commentando il blocco dei lavori parlamentari in Messico.

Sono, infatti, tre giorni che l'Assemblea nazionale di Città del Messico é paralizzata da una clamorosa protesta dell'opposizione di sinistra del Partito della rivoluzione democratica (Pdr) che ha occupato, da tre giorni, con i suoi parlamentari la presidenza di Camera e Senato, e ha mobilitato nelle piazze migliaia di militanti contro il progetto governativo di aprire ai privati il capitale della compagnia petrolifera messicana Pemex. Il Prd vede in questo progetto una "privatizzazione nascosta", ipotesi respinta categoricamente dal presidente Felipe Calderon, che ha avvertito che accetta un dibattito, ma che non cederà a questo tipo di azioni violente.
Le forze politiche che appoggiano il progetto - il governativo Partito Azione nazionale (Pan, destra) ed anche il Partito rivoluzionario istituzionale (Pri, centro) - stanno consultandosi e potrebbero decidere di portare il dibattito fuori dal Parlamento.
Ma Ricardo Monreal, numero due del Prd, partito che fa parte del Fronte ampio progressista (Fap), in cui operano anche il Partito del lavoro (Pt) e Convergencia, ha replicato che un cambio di sede non servirebbe a neutralizzare la protesta, giacché "dovunque vadano ci dovranno convocare, in quanto facciamo parte del Congresso, e dunque ci saremo".
Categoria: Risorse, Politica
Luogo: Messico