11/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Una ong offre la possibilità a studenti di medicina di passare un mese in Cisgiordania
Abbiamo ormai da decenni nelle nostre menti un'immagine che ci rappresenta il conflitto in Medio Oriente come particolarmente cruento e apparentemente insolubile. I fronti contrapposti sembrano oggi più induriti che mai e l’incertezza, se non la mancanza dei diritti elementari, rende la situazione dei palestinesi sempre più insostenibile (il muro, i check-point, i soprusi svariati: la lista è lunga).
 
Quando le relazioni ai livelli ufficiali, governativi, sono o sembrano a un punto morto, appare sempre più importante stabilire contatti diretti tra le persone dei diversi popoli, conoscere da vicino le circostanze concrete di vita, sia per poter conoscere, comprendere e giudicare con la propria testa, sia per portare solidarietà umana e sostegno immediato alle persone sofferenti.
In questo caso - nei Territori Occupati da Israele nella Cisgiordania - l’associazione medica internazionale International Physicians for the Prevention of Nuclear War (Ippnw) offre una occasione particolarmente importante nell’ambito del programma studentesco Refugee Camp Project (ReCaP), a studenti di medicina di tutto il mondo. Questi hanno la possibilità di seguire, a Gerusalemme, un corso introduttivo di una settimana che fornisce le nozioni necessarie di storia, cultura e politica della Palestina e d’Israele per poter poi affrontare un periodo di tre settimane di pratica negli ospedali e nei campi profughi a Betlemme e dintorni. In questo modo si acquisiscono conoscenze sia delle strutture sociali e sanitarie dei territori, che delle condizioni di vita reali delle persone. Soprattutto quest’ultimo aspetto di testimonianza è di fondamentale importanza per dare un riconoscimento umano a donne, bambini e uomini sofferenti, per poter organizzare meglio l’aiuto umanitario e, last but not least, per la formazione di una propria coscienza politica. Oggi si ha consapevolezza del fatto che i fattori psicosociali stressanti possono avere notevoli conseguenze negative sulla salute psicofisica di ogni essere umano. Questo dovrebbe impegnare in particolar modo medici e studenti di medicina a interessarsi a situazioni particolarmente disagiate come quelle della Palestina, e a contribuire a sviluppare forme di assistenza e di aiuto per portare sollievo in quelle condizioni di vita.
Il progetto qui proposto offre condizioni ottime per conoscere la situazione e i relativi problemi, ma anche tutte le potenzialità di sviluppo insite nelle strutture già esistenti sul posto; offre altresì l’opportunità di stabilire contatti umani ai più diversi livelli, e di instaurare forme di scambio stabili di conoscenze ed esperienze diverse. Sulla base della convinzione di fondo che una pace vera non può che fondarsi sul rispetto dei diritti umani, un’esperienza così ricca di aspetti sociali e umani in Medio Oriente, come quella qui proposta, può fornire la base per un impegno umanitario e politico di ampio respiro.

Ines Al-Ameery
Categoria: Diritti
Luogo: Israele - Palestina
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