Scritto per noi da
Donatella Malfitano
Malgrado una vigilia carica di tensioni e scontri con otto vittime e una decina
di gruppi armati pronti all'ostruzione nel Terai, è prevalso l’entusiasmo e la
voglia di non mancare a questo appuntamento con la storia. La commissione elettorale
ha parlato ieri sera di un tasso di partecipazione del 60 per cento. Un dato che
premia il coraggio e la voglia di cambiamento dei Nepalesi, andati a votare per
guardare al futuro e anche per mettersi alle spalle dieci sanguinosi anni di guerra
civile costata la vita a più di 13 mila persone.
A sorpresa, la sera della vigilia, un comunicato dal palazzo reale aveva trasmesso
gli auguri da parte del destituito re Gyanendra: ma la monarchia ha ormai le ore
contante e nella prima riunione, l'Assemblea costituente sancirà il passaggio
a una repubblica federale.
Tutti ai seggi, anche i guerriglieri maoisti. Ieri, il colpo d'occhio sulle lunghe e composte file ai seggi è stato impressionante
e quasi inaspettato. Altissima la partecipazione delle donne, di tutte le etnie.
Molte di loro, dopo il voto, rimanevano fuori dal seggio per guardare con il sorriso
sulle labbra la lunga e festosa cerimonia elettorale. “Pace” e “sviluppo” sono
le parole sulle labbra di tutti i nepalesi.
Ha votato anche l'esercito della guerriglia maoista (People Liberation Army) nei vari siti in cui ha deposto le armi, come deciso dall'accordo di pace del
2006, sotto osservazione della missione Onu.
Molto poco rigide, e quindi aperte a rischi di frodi, le procedure di identificazione
nei seggi. Si è infatti potuto votare senza presentare nè ricevuta di registrazione
o carta d'identità.
Non sono mancate frodi, tensioni e violenze. Sono stati trentatré i seggi in cui il voto è stato annullato e rimandato a
data da destinarsi, a causa di scontri tra partiti e furti di schede e urne. Il
Partito del Congresso Nepalese (Nc) e i comunisti del Partito unificato marxista-leninista
(Uml) hanno invece chiesto alla commissione elettorale di riorganizzare lo scrutinio
in più di ottanta seggi in cui maoisti e indipendentisti del Terai avrebbero fatto
sparire le urne. Il voto era intanto già stato rimandato in una circoscrizione
in cui, due giorni prima, un candidato era stato ucciso. Altre quattro le vittime
contate nella giornata di ieri, tra cui un candidato indipendente.
Almeno dieci giorni per sapere il risultati. Lo spoglio dei risultati è iniziato, ma ci vorranno circa tre settimane per
i dati definitivi. Congresso nepalese (Cn), marxisti-leninisti (Uml) e maoisti
(Cpnm) si spartiranno la maggioranza dei seggi.
Questa mattina però l'Assemblea Costituente ha già festeggiato il suo primissimo
eletto: nella circoscrizione n.1 di Kathmandu, in cui si è usato per la prima
volta il voto elettronico, i risultati sono arrivati rapidamente e hanno consacrato
vincitore il vice-presidente del Partito del congresso nepalese. Secondo il candidato
dell'Uml, terzo quello maoista.
Governo e comunità internazionale continuano a ricordare a partiti politici e
popolazione l'importanza dell'accettazione dei risultati, qualsiasi essi siano,
al fine di evitare il rischio che il paese cada nel caos e sprechi la sua grande
occasione verso la democratizzazione.