10/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo l'opposizione in Siria il presidente Assad ha fatto arrestare il cognato: lavorava per la Cia
Neanche lo sceneggiatore di Syriana, il film interpretato da George Clooney sugli intrighi della politica araba, avrebbe potuto pensare a un canovaccio così intricato. Una spy – story che si snoda tra Washington e Damasco, passando per Riad e Tel Aviv. Secondo fonti vicine all'opposizione siriana sarebbe stato arrestato, nei giorni scorsi e in gran segreto, Asef Shawkat, cognato del presidente siriano al-Assad e capo dei potenti servizi segreti militari di Damasco.

swahkatSono affari di famiglia. L'accusa è di quelle che non ti aspetti: Shawkat sarebbe stato un agente al soldo della Cia, fulcro di una cospirazione finalizzata al rovesciamento del regime di Assad, di cui Shawkat ha sposato la sorella Busrha. Il primo gruppo di oppositori a diffondere la notizia è stato quello dell'Osservatorio per i Diritti Umani in Siria, di solito molto attendibile. Subito dopo, siti internet e giornali vicini alle forze che si oppongono al regime di Bashar al-Assad, al potere dal 2000, dopo la morte del padre Hafez che governava la Siria dal 1970, hanno dato per certa la notizia e anche la televisione satellitare al-Arabiya ha rilanciato l'indiscrezione. Di conferme ufficiali neanche l'ombra, ma per le fonti dell'opposizione sulla vicenda pesa il veto dello stesso presidente, che ha imposto il silenzio assoluto a tutti gli organi d'informazione ufficiali.
''Prevedevo che Shawkat avrebbe fatto la fine di Ghazi Kanaan'', ha dichiarato in un'intervista ad Aki-Adnkronos Abd al-Halim Khaddam, ex vice presidente siriano, passato all'opposizione fondando il Fronte di Salvezza e ora esule a Parigi. Khaddam si riferisce all'ex ministro degli Interni siriano e capo dei servizi segreti in Libano, trovato morto nel suo ufficio di Damasco il 12 ottobre 2005. Versione ufficiale suicidio, ma Khaddam non è l'unico a credere che sia stato ucciso.

assadSpy story controversa. Secondo l'Osservatorio, Assad era stato informato per tempo del tradimento del cognato. Da una fonte che complica ancora di più il quadro della vicenda: Imad al-Mughniyeh, capo militare di Hezbollah, ucciso dagli israeliani a Damasco il 12 febbraio 2008. Al-Mughniyeh, sempre secondo l'opposizione siriana, avrebbe informato il presidente Assad che Shawkat lavorava ormai per gli Usa e per questo è stato venduto dallo stesso cognato di Assad agli israeliani, che lo hanno individuato e ucciso. Come conferma della ricostruzione dei fatti, l'Osservatorio sottolinea come Shawkat avesse mandato a Parigi, per tempo, moglie e figli e che il cognato Assad avesse emesso un divieto di espatrio per Shawkat. Un'altra tesi sull'arresto, secondo altre fonti della dissidenza in Siria, è quella che l'arresto sia scattato per accontentare i governi di Arabia Saudita e Giordania, che ritenevano Shawkat responsabile dell'omicidio di Rafik Hariri, ex premier libanese ucciso il 14 febbraio 2005.

mugniyehUn'inchiesta che scotta. Il quadro si complica sempre di più. Ieri, sull'agenzia stampa Fars, vicina al governo iraniano, è apparso un articolo che accusa l'Arabia Saudita di essere coinvolta nell'uccisione di al-Mugniyeh.
Per le fonti della Fars, il governo di Damasco tarda a diffondere i risultati dell'inchiesta sull'omicidio del capo di Hezbollah, perché pressata da paesi arabi vicini agli Usa, l'Arabia e il Kuwait su tutti.
''Un agente dei servizi segreti sauditi attivo a Damasco'', dice la fonte della Fars, ''attraverso una donna ha acquistato due automobili utilizzate dall'intelligence israeliana per eliminare al-Mugniyeh''. L'operazione, sempre secondo la fonte, non sarebbe stata possibile senza il coinvolgimento di un complice nei servizi segreti siriani, che curavano la sicurezza del leader di Hezbollah. La notizia dell'arresto di Shawkat parrebbe confermare la tesi pubblicata da Fars, e il complice potrebbe essere proprio il cognato di Assad. Secondo gli iraniani, l'agente saudita ha un nome: Bandar al-Sultan, ex ambasciatore dell'Arabia Saudita a Washington, molto ben introdotto con la famiglia Bush. Il prezzo che l'Arabia Saudita ha pagato per ottenere lo stralcio del suo coinvolgimento nell'affaire al-Mugniyeh è la testa di Shawkat?  Non è dato sapere. E' il Medio Oriente, bellezza.

Christian Elia

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