L'assurdità della guerra in Bosnia Erzegovina è arrivata, grazie a lui, nei cinema
di tutto il mondo. Ora Danis Tanovic, regista premio Oscar nel 2002 per No man's
land, ha deciso di impegnarsi per il suo Paese e ha fondato un partito. Sabato
scorso ha ufficialmente presentato, a Sarajevo, Naša stranka (Il nostro partito),
che nasce con l'ambiziosa intenzione di superare le divisioni etniche che affliggono
la Bosnia ancora oggi, a 13 anni dalla fine del conflitto.
Contro l'apatia. "Questo è un tentativo di cambiare le cose, di uscire dall'attuale situazione
di stallo", ha detto Tanovic nel suo discorso di presentazione. "Noi possiamo
offrire una nuova possibilità di scelta a quei bosniaci che si sono lamentati
per anni dell'assenza di un soggetto valido per cui votare", ha continuato il
regista bosniaco. E' ai disillusi, quindi, che si rivolge il nuovo partito, a
tutti coloro che hanno contribuito a far crescere l'astensionismo nelle ultime
elezioni.
Ad aumentare l'apatia della popolazione sono le contese che dividono i partiti
nazionalisti serbi, musulmani e croati al governo dal 1995 e che hanno bloccato
le riforme nel Paese. La Bosnia Erzegovina è prigioniera infatti del trattato
di pace di Dayton, stipulato il 21 novembre 1995 in Ohio, che ha posto fine alla
guerra nell'ex Jugoslavia. Il principio di pari rappresentanza vincola tutte le
norme relative alle istituzioni, dall'Assemblea Parlamentale alla carica stessa
di Presidente dello Stato, ricoperta a turno da 3 membri appartenenti alle diverse
nazionalità presenti sul territorio. Il potere tripartito ha però creato una struttura
malfunzionante, che ha spianato la strada ad una politica di tipo etnico. Serbi,
musulmani e croati puntano a difendere il proprio interesse, a discapito di un
dialogo comune che produca le riforme di cui l'intero Paese ha bisogno.
Largo ai giovani. Tanovic lancia dunque la sua sfida, con la speranza di coinvolgere più attivamente
la popolazione e avvicinare la politica ai cittadini. "Abbiamo bisogno di gente
nuova, di persone che non abbiano paura e che vogliano cambiare le cose", ha dichiarato,
"Diciamo basta alle controversie etniche, semplifichiamo questa complessa struttura
statale e concentriamoci sui problemi reali". Il nuovo partito vuole rivolgersi
soprattutto ai giovani, in modo da rappresentare una vera alternativa agli attuali
equilibri istituzionali. E dalle parole passa subito ai fatti: la direzione di
Naša stranka è formata da persone poco conosciute al pubblico, Bojan Bajic sarà
presidente e Tanovic diventerà il suo vice, assieme a Marija Marjanovic e Boris
Divkovic.
La scommessa. Dopo aver vissuto per anni tra Parigi e Sarajevo, il regista ha deciso sei mesi
fa di tornare a casa assieme alla sua famiglia. Ma ha trovato una Bosnia diversa,
un Paese che aveva perso il suo spirito battagliero e che si stava spegnendo,
usurato da tensioni costanti. Da questa situazione, che lui ha definito insopportabile,
è nata la decisione di dedicarsi alla politica, ad un impegno attivo per il quale
prima d'ora non aveva mai manifestato alcun interesse. Si tratta di una vera e
propria scommessa, nata però sotto i migliori auspici. Diversi analisti pensano
infatti che la figura di Tanovic potrebbe contribuire a un successo elettorale
alle amministrative di ottobre, primo test per il nuovo partito.