Hasan Daud è uno scrittore e giornalista libanese. Ai tempi della guerra civile
in Libano ha lavorato per il quotidiano as-Safir, poi per al-Hayat. Oggi lavora per il quotidiano al-Mustaqbal.
Nei suoi romanzi ha dipinto la Beirut post-guerra con i suoi problemi e la sua
distruzione.
Perché Hariri è diventato un “simbolo” dopo il suo assassinio?
Dopo la guerra civile (1975-1990) il Libano è stato totalmente distrutto. Non
c’era elettricità, né telefono né strade. Non c'era niente e i guerriglieri erano
ancora lì, perché ogni libanese sai che è stato un guerrigliero, come era ancora
lì la milizia palestinese assieme all’esercito siriano. Hariri ha cercato di far
rinascere il Libano, di ridare alla gente una vita normale.
Hariri era amato dai libanesi già negli anni Ottanta, prima che diventasse primo
ministro, i libanesi hanno incominciato a parlare di lui come se fosse un loro
amico. Quando poi è entrato in politica ha iniziato a dar fastidio e allora alcuni
hanno cominciato a pensare che ''questa persona bisognava farla fuori''.
Quando lo hanno ucciso per tutti è diventato un simbolo, con la sua morte è come
se ci avessero detto: “E’ questa persona che voi amate? E’ questa che noi uccidiamo”.
Cosa ha significato per i libanesi la cosiddetta Primavera di Beirut?
Aldilà delle manifestazioni che ci sono state, per me la rivoluzione dei cedri
rappresenta un'occasione persa nella storia del Libano. Abbiamo perso l'occasione
di unire i libanesi e di lasciarci dietro gli anni della guerra e gli odi tra
confessioni. E invece siamo ritornati al confessionalismo. Ora siamo di nuovo
sunniti con sunniti e sciiti con sciiti e poi i cristiani che sono divisi in due
blocchi. .
Ricordo e mi fa arrabbiare molto che la comunità sciita non ha partecipato a
quelle manifestazioni. Lo dico perché anche io sono uno sciita e invece ci sono
andato.
Ma forse la comunità sciita non ha partecipato perché aveva una diversa idea
riguardo all'autore dell’assassinio?
Questo non è un problema, questo è politica. Loro credono che siano stati gli
Usa e Israele. Perché non si sono nemmeno presentati ai funerali il giorno dopo?
Muore una delle personalità politiche più importanti dalla fine della guerra e
loro non vengono ai funerali? C’erano tutti: destra, sinistra, partiti laici,
partiti confessionale e loro no.
Ma anche loro gridavano “vogliamo la verità su Hariri” alle loro manifestazioni.
Si, ma in Libano parlano tanto poi bisogna vedere chi mette in pratica le cose.
Non è vero che loro vogliono la verità. Sai che effetto hanno i politici sui libanesi?
Gli fanno perdere il buonsenso. Tutta la giornata la tv martella con notizie e
ogni leader ha sempre la sua giustificazione e il suo colpevole e tu stai lì ascolti
e non ti fermi a pensare perché il bombardamento di notizie è tale che non ne
hai il tempo.
C’è uno Stato in Libano?
Prima della guerra c’era uno Stato, ma adesso no perché chiunque è entrato in
Libano lo ha distrutto per cause diverse. In Libano ora non c’è uno Stato ci sono
le confessioni che formano dei blocchi.
E la pubblica opinione dov'é?
Non esiste e di questo ne sono responsabili le confessioni, quindi ci sono “opinioni
di confessioni”.
Il clientelismo fa parte dei “mali del Libano”?
Certo! Il clientelismo è dappertutto. Se io che sono sciita voglio trovare un
lavoro devo rivolgermi a un responsabile sciita che fa da tramite tra me e chi
nel parlamento o nell’amministrazione rappresenta la mia comunità.
I Libanesi tra appartenenza comunitaria o ad uno Stato?
Quando sei libanese entri nella 'formula libanese': non ti senti un cittadino
di uno Stato e questa formula per capirla ci vuole molto tempo. In Libano non
esiste un senso di asabiyya (coesione, legame ndr)al Libano.
Non c’è nemmeno un simbolo che appartiene a tutti i libanesi. Vedi il cedro,
per esempio, è amato dai cristiani e screditato dai i musulmani. Oggi sai cosa
crea un asabiyya? L’eliminazione di Israele.
Tutti sono pronti a morire per Israele o per delle caricature su Mohammad, ma
nessuno è disposto a morire per il Libano.
Kamal Jumblatt, Pierre Gemayel non sono martiri del Libano, ma martiri delle
rispettive confessioni, la drusa e la cristiana, e anche Hariri ora è diventato
lo shahid (martire) dei sunniti Questo è il nostro Paese.
Alcuni parlano di federalismo per risolvere il problema del Libano cosa ne pensa?
Non sono d’accordo. Il Libano deve imparare ad avere il senso di una nazione.
Cosa rappresenta per lei Hasan Nasrallah?
Come me, in questo momento, molti intellettuali sciiti sono in disaccordo con
Nasrallah e Hezbollah. Hanno scritto degli articoli dove esprimono il loro disaccordo
sull’operato e la politica di Hezbollah ma chi li tiene in conto? Si considera
la comunità sciita sempre come un blocco unito ma non è così. Non siamo tutti
‘Amal o Hezbollah.
a cura di Erminia Calabrese