08/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



armi chimicheObiettivo mancato: a 10 anni dall'entrata in vigore della Convenzione internazionale per l'eliminazione delle armi chimiche, solo il 37 percento è stato distrutto, nonostante la scadenza fosse il 2007. Lo rende noto un resoconto diffuso in occasione della seconda conferenza di revisione, aperta ieri all'Aja, dall'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw), che ha il compito di far rispettare l'accordo internazionale. Lo riferisce l'agenzia Misna.
 
Stati Uniti e Russia. Mentre poco più di un terzo degli 8,6 milioni di armi chimiche nel mondo è stato distrutto, la maggior parte resta negli arsenali di Stati Uniti e Russia. Washington, che ha chiesto inutilmente di posticipare la scadenza di cinque anni, prevede di eliminare completamente per il 2012 tutto il suo stoccaggio, attualmente ridotto della metà, mentre la Russia, che ha distrutto il 25 percento, conta di arrivare al 45 percento entro il 2009.
 
Gli altri. India e Libia che ancora possiedono grandi quantitativi di armi chimiche, si sono impegnate a mettersi in regola entro aprile 2009 e fine 2011. “Nonostante i rallentamenti, la convenzione sta comunque funzionando” ha detto Rogelio Pfirter, direttore del Opcw, secondo il quale i ritardi sono da attribuire soprattutto agli alti costi per la distruzione sicura di queste armi micidiali. Alla Convenzione internazionale aderiscono 183 nazioni. 
Categoria: Armi