Il
piano Borsa Famiglia fa parte del programma Fame Zero, creato nel
2003, all’inizio del primo governo Lula.
Nel
2003, nell’ambito di questo programma, Fame Zero, e su iniziativa
del Ministero Straordinario di Sicurezza Alimentare (MESA), è
stato creato il
Cartão Alimentação
(Scheda Alimentazione), ossia una politica di trasferimento di
reddito per andare incontro alle famiglie che si trovano in una
situazione di “insicurezza alimentare”.
Oggi
circa 11 milioni di famiglie ricevono la Borsa Famiglia, con delle contropartite:
i bambini devono frequentare
la scuola e ricevere le cure sanitarie, come vaccinazioni. Se ciò
non dovesse accadere viene tolto il sussidio alla famiglia.
A parlarcene è Selvino Heck, assessore
speciale del Gabinetto personale del Presidente della Repubblica, che parla dell'allargamento
del sussudio

Ci
sono due forme di allargamento della Borsa Famiglia. Una è a
livello di risorse. Il valore medio ricevuto da ogni famiglia (il
valore finale dipende dal numero di figli destinatari del beneficio
che può arrivare a un massimo di 3) era di 72 reais (circa
24€) al mese, con un massimo di 95 reais (circa 32€). È
stato effettuato un aggiornamento in virtù dell’inflazione e
il valore medio è passato a 100 reais (circa 33€) a
famiglia, con un massimo di 112 reais (circa 37€).
L’altro
allargamento a cui ci riferiamo riguarda l’inclusione di
adolescenti dai 15 ai 17 anni mentre in passato era fino ai 15 anni.
Il motivo per il quale è stato introdotto un allargamento fino
ai 17 anni è che bambini e preadoloscenti frequentavano la
scuola fino ai 15 anni poi, non ricevendo più nessun tipo di
sostegno economico, abbandonavano la scuola.
Risposta alle critiche. Queste
misure non hanno nessun fine elettorale. Innanzitutto la decisione
del governo risale al 2003, anno non elettorale. Poiché in
Brasile ci sono elezioni ogni due anni (per eleggere presidente,
senatori, deputati federali, deputati regionali o sindaci e
assessori), è impossibile che non vengano proposte politiche o
decise determinate azioni durante l’anno elettorale. I risultati
del programma Fame Zero, della Borsa Famiglia e dei programmi sociali
del governo Lula confermano che l’obiettivo non è elettorale
e che le misure sono parte integrante del programma di governo.
Le
critiche dell’opposizione o dei media vogliono sempre trasformare
tutto in manovre elettorali, cercando sempre di far apparire
impraticabili certe azioni politiche. Ciò non vuol dire che è
necessario stare in guardia nei confronti di eventuali deviazioni.
Esiste quindi una certa preoccupazione con la mobilitazione
permanente della società affinché questa partecipi
all’elaborazione delle politiche e della sua esecuzione. È
comunque anche vero che non sempre la politica economica è in
perfetta sintonia con le politiche sociali. Esiste uno sforzo
permanente affinché la politica economica instauri un dialogo
con le politiche sociali, si preoccupi dell’inclusione sociale e
della distribuzione del reddito. Il che non sempre accade.
Renderla superflua. L’obiettivo
oggi non è più allargare la Borsa Famiglia ma, pian
piano, diminuire il numero di famiglie che ricorrono ad essa. Per
questo motivo, il governo ha deciso di effettuare una valutazione
ogni due anni delle famiglie che beneficiano del programma, per
verificare appunto se hanno ancora bisogno di questo sostegno ossia
se hanno un reddito fisso sufficiente. Questa è una misura
chiaramente antielettorale, perché ha come obiettivo una
responsabilizzazione, una valutazione e fiscalizzazione permanente.
La politica è sempre diretta a un’inclusione sociale
accompagnata da uno sviluppo sostenibile. È per questo motivo
che la frase che riassume il secondo governo di Lula è sviluppo con distribuzione
di reddito ed educazione di qualità.
Pillole di storia. L’elite
brasiliana per 500 anni è stata patrimonialista ed
escludente. I poveri in Brasile non hanno mai potuto esprimersi e
partecipare. I lavoratori non sono mai stati protagonisti politici o
sociali. Al contrario, i negri erano schiavi, gli indigeni non
avevano un’anima, i lavoratori erano carne da macello. Le donne
hanno cominciato a votare nel 1934. Le leggi sociali, lavorative e il
salario minimo sono state creati solamente negli anni ‘30 e oggi
nel Congresso si discute, con una forte resistenza da parte dei
latifondisti, una legge che punisce il lavoro schiavista, ancora
esistente in Brasile.
Lula é
retirante (migrante che fugge dalle grandi secche) del nordest
del Brasile, figlio di madre povera, non ha completato la scuola
elementare e non ha quindi un diploma, era operaio metalmeccanico. Ha
sentito sulla pelle i pregiudizi, non solo culturali, ma anche
economici e sociali che l’elite brasiliana aveva nei confronti dei
più poveri, specialmente verso i più poveri tra i
poveri.
Tra i primi dieci. È
per questo che oggi il Brasile è la decima economia del mondo,
ma è tra i dieci paesi con la distribuzione di reddito più
ingiusta, gareggiando con i poverissimi paesi africani. Esiste
inoltre un salario minimo, nonostante il recupero del potere
d’acquisto offerto dal governo Lula, che è tra i più
bassi nell’America del Sud, al pari della Bolivia. I ricchi in Brasile
sono uguali ai più ricchi del mondo. I poveri sono tra i più
poveri.
Lula, in
tutte le cerimonie e discorsi, riafferma il suo impegno nei confronti
dei poveri e dei lavoratori. Afferma che i governi nulla hanno fatto
per gli esclusi e le elite non si sono mai preoccupate per i più
bisognosi. Lula afferma inoltre che i movimenti sociali e le loro
lotte sono assolutamente legittime, che devono organizzarsi e
rivendicare diritti e conquiste, perché queste elite hanno
sempre avuto e continuano ad avere le porte aperte dei governi.
I perché. Lula è
vittima di pregiudizi anche a livello personale. I motivi sono vari: non ha frequentato
l’università e quindi non
ha una laurea; sbaglia nel pronunciare parole o coniugazioni
di verbi; è un operaio e persino del nordest, ‘peão’
di Abc, regione dalla quale proviene – Santo André, São
Bernardo do Campo, São Caetano. È frequentemente messo
in ridicolo in articoli di giornali e riviste, durante trasmissioni
radiofoniche e televisive. A volte si arriva al punto di colpire la
figura-istituzione di presidente invece di limitare le critiche al
piano politico e personale.
Lula
chiede alle elite il rispetto della popolazione nella sua generalità,
specialmente di coloro che lavorano e guadagnano il pane quotidiano
onestamente e non accetta che nessuno venga discriminato, da nessun
punto di vista. Per questo motivo sono state create dal governo le
cariche di Segretaria Speciale per Diritti Umani, di Segretaria
Speciale per le Donne, Segretaria Speciale per la Promozione
dell’Uguaglianza Razziale, i cui titolari possiedono lo ‘status’
di ministro mentre a giugno avrà luogo, su proposta e
patrocinio del governo federale, la 1ª Conferenza Nazionale di
Gay, Lesbiche, Bisessuali, Travestiti e Transessuali - GLBT .
Le elite
non vogliono abbandonare il potere. È ciò sta invece
accadendo durante il governo Lula, nel rispetto di tutti i cittadini,
in nome del pluralismo e del rispetto della diversità, in nome
dell’inclusione sociale e dell’allargamento della democrazia.
Testo raccolto da