08/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Grande sciopero degli operai del tessile, la polizia reagisce sparando: due vittime
Un ragazzo di 21 anni e un bambino di 9 anni sono morti, ieri, nei violenti scontri tra polizia e operai di una fabbrica tessile egiziana, che scioperavano nella città di Mahalla, nei pressi del Delta del Nilo, centosettanta chilometri a nord del Cairo. Più di cento i feriti.

Ieri almeno mille e cinquecento operai sono scesi in piazza, per protestare contro il carovita che riduce sempre più il potere d'acquisto dei loro salari. Le forze dell'ordine egiziane avevano intimato di sospendere lo sciopero, pena la dispersione dei manifestanti con la forza. Le rivendicazioni salariali degli operai, in particolare del settore tessile, sono ormai incontenibili, a fronte di condizioni di vita sempre più disagiate.
Come promesso, la polizia ha fronteggiato in forze il corteo per le strade di Mahalla e, a quel punto, i manifestanti hanno dato l'assalto ai negozi della città, distruggendo alcune vetrine e bruciando manufatti e pneumatici. Secondo la ricostruzione della polizia locale, alcuni dimostranti hanno lanciato pietre contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni. Alcuni operai hanno bloccato il transito dei treni e almeno cinquanta persone sono state arrestate.

Lo sciopero era stato deciso da un gruppo degli oltre 27 mila operai della più importante fabbrica tessile del Medio Oriente, la Misr Spinning and Weaving di Mahalla, nata nel 1917 e di proprietà statale ma che vive di appalti da aziende europee e nord americane. I dipendenti della fabbrica avevano già incrociato le braccia a settembre, fino a quando non avevano ottenuto una minima soddisfazione delle loro richieste di aumenti salariali.
La vita in Egitto, però, costa sempre di più e gli operai vorrebbero una più equa ripartizione dei guadagni che il governo incassa dalle aziende straniere. Il governo del Cairo, avuto sentore dello sciopero in programma ieri, aveva minacciato i dimostranti, promettendo ''azioni ferme'' contro tutti coloro che avessero aderito allo sciopero. ''Qualsiasi tentativo di sollecitare disordini o di disturbare l'ordine pubblico riceverà come risposta ferma quella dell'azione legale'', prometteva una nota dal ministero degli Interni. Il governo ha mantenuto le sue promesse.

Christian Elia

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