07/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



A dieci giorni dalle presidenziali ancora nessuna notizia sui risultati elettorali

E' passata più di una settimana dalle elezioni presidenziali del 29 marzo, ma dei risultati nessuna traccia. La popolazione attende il responso della Commissione elettorale da ormai dieci giorni, ma finora l'unico risultato certo rimane quello della vittoria del Movement for Democratic Change, il partito di opposizione, alle parlamentari. Domani la Corte suprema, che ha accolto oggi un ricorso presentato dal Mdc, potrebbe costringere la Commissione a rendere pubblici i risultati. Mentre lo Zanu-Pf, il partito del presidente Robert Mugabe, già chiede un riconteggio delle schede.

IL leader del Mdc, Morgan TsvangiraiL'Alta Corte pare al momento l'unico soggetto capace di sbloccare lo stallo in cui è finito il Paese. Finora, la Commissione elettorale ha dichiarato che il ritardo nella pubblicazione dei risultati era dato dalla difficoltà di scrutinare le schede di tre elezioni (presidenziali, parlamentari e locali) tenutesi contemporaneamente. Ma ogni giorno che passa la tesi perde di valore, perché tenere così a lungo il Paese nell'incertezza sta portando ad altri problemi. Primo fra tutti, il timore di possibili scontri tra polizia ed esercito da una parte e manifestanti dall'altra. Finora non si hanno notizie di incidenti o vittime, ma la pazienza della popolazione non sarà infinita.

Secondo gli osservatori internazionali che hanno monitorato le elezioni, il leader del Mdc, Morgan Tsvangirai, avrebbe vinto il primo turno delle presidenziali, ma senza ottenere il 50 percento più uno delle preferenze che gli avrebbe permesso di evitare il ballottaggio. Al secondo posto si sarebbe classificato Robert Mugabe, il presidente uscente, mentre Simba Makoni, l'ex-ministro fuoriuscito dallo Zanu-Pf e considerato alla vigilia l'anti-Mugabe, non sarebbe andato oltre l'8 percento. Il Mdc sostiene però che, calcolando i risultati affissi all'esterno della maggior parte delle circoscrizioni elettorali, Tsvangirai avrebbe ottenuto la maggioranza assoluta. Una tesi non accettata dallo Zanu-Pf, che ha anzi preannunciato ricorsi sul conteggio dei voti delle politiche, che hanno visto il Mdc strappare la maggioranza in Parlamento.

Manifestazione dei veterani di guerra nella capitale HarareNei giorni immediatamente successivi alle elezioni, si erano sparse voci su un possibile accordo tra Tsvangirai e Mugabe, che avrebbe permesso a quest'ultimo di uscire onorevolmente di scena espatriando in un Paese sicuro (si parlava della Malesia). Ma col passare dei giorni la notizia ha perso peso, sia per le smentite dei due partiti, sia perché si parla di un Mugabe ostaggio del suo entourage politico e militare, che l'avrebbe costretto a partecipare al ballottaggio per rimanere al potere a qualunque costo. Così, ora l'opposizione teme che il ritardo nella pubblicazione dei risultati sia un espediente per guadagnare tempo truccando l'esito delle consultazioni, e per prepararsi a fare lo stesso al ballottaggio, in modo da conservare a Mugabe la maggioranza. Voci finora non confermate da prove certe.
Di certo c'è invece la discesa in campo dei veterani di guerra, i commilitoni di Mugabe durante la guerra d'indipendenza rimasti fedeli al loro presidente. Gli ex-partigiani avrebbero dato l'assalto alle ultime fattorie di proprietà dei bianchi rimaste, mossa che ha contribuito a far alzare ancora di più il livello della tensione.

Matteo Fagotto

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