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Lo hanno definito il ‘Michael Moore russo’. In effetti ci sono forti analogie
tra il film-documentario del regista Andrei Nekrasov, Disbelief, uscito alla fine del 2004 (non ancora in Italia) e Fahrenheit 9/11 del suo collega statunitense. Come d’altronde sono analoghi i tragici avvenimenti
di cui trattano.
Sopravvissuta, alla ricerca della verità. La signora lubov Morozova morì in uno degli attentati del settembre '99. Sua
figlia, Alyona Morozova, si salvò per miracolo.Il Cremlino indicò subito i ceceni come autori della strage e di quelle che seguirono
nei giorno successivi. Ma una volta raggiunta negli Stati Uniti sua sorella Tanya,
Alyona venne a sapere che, secondo molti, dietro gli attentati c’era lo zampino
dello stesso governo russo. Il 22 settembre, infatti, era stata sventata per caso
un’ennesima strage: alcuni uomini, poi risultati agenti dei servizi segreti russi
(Fsb), furono visti piazzare dei sacchi di polvere esplosiva nelle cantine di
un palazzo di Ryazan, città operaia della Russia centrale. I vertici dell’Fsb
dissero che si trattava di una esercitazione per testare le misure di sicurezza.
Venne poi fuori anche che un agente dell’Fsb, Vladimir Romanovich, aveva affittato
quelle cantine prima degli attentati; ma nessuno poté mai interrogarlo perché
Romanovich morì poco dopo a Cipro, investito da un’auto.
Le indagini dell’avvocato Trepashkin. Le due sorelle Morozov decisero di scoprire la verità. Per farlo si affidarono
all’avvocato Mikhail Trepashkin, ex agente dell’Fsb e per questo ottimo conoscitore
degli ambienti dei servizi. Trepashkin raccolse un gran numero di prove che conducevano
alla stessa conclusione: gli attentati del settembre ’99 erano opera dell’Fsb,
non dei terroristi ceceni.
“Pedine per i loro giochi di guerra”. Alyona Morozova, temendo per la propria vita, ha chiesto asilo politico negli
Stati Uniti, e lo ha ottenenuto il 14 gennaio. “Il materiale che il mio avvocato
Trepashkin ha raccolto e che lo ha reso un prigioniero politico del regime russo
– ha dichiarato nei giorni scorsi Alyona a un quotidiano di Mosca – ha convinto
le autorità d’immigrazione americane del fatto che Putin non si fermerebbe davanti
a niente pur di nascondere la verità sulle stragi del 1999”.
Enrico Piovesana