Una sentenza che fa discutere, quella
che il Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex
Jugoslavia ha emesso ieri pomeriggio. Il Tpi dell’Aja ha assolto da
tutte le accuse l’ex comandante dell’Uck ed ex premier del Kosovo
Ramush Haradinaj. Assoluzione anche per l’altro ex Uck, Idriz
Balaj, mentre a sei anni di reclusione è stato condannato il
terzo accusato, Lahi Brahimaj per aver personalmente preso parte a
torture nei confronti di due persone, identificate come testimone 3 e
6.

I tre ex membri dell’Uck erano accusati di associazione
criminosa, il cui fine sarebbe stato quello di consolidare il
controllo dell’Uck nella zona di Dukagjin, nel nord ovest del
Kosovo, mediante la cacciata e l’uccisione di civili serbi e rom
così come di kosovaro-albanesi sospettati di collaborazionismo
con le forze serbe. Trentasette capi d’accusa, in cui si fa
riferimento a rapimenti, torture, stupri e uccisioni di civili,
qualificati come crimini contro l’umanità.
Nel periodo
compreso tra il 1° marzo e il 30 settembre 1998, periodo a cui si
riferisce l’accusa, Haradinaj era comandante dell’Uck nella zona
di Dukagjin, Balaj comandante dell’unità “Aquile nere” e
Brahimaj membro delle forze presenti a Jablanica, quartier generale
dell’Uck a Djakovica.
Il tribunale dell’Aja ha assolto i tre
ex membri dell’Uck dall’accusa di crimini contro l’umanità.
Le prove presentate dall’accusa “non sempre hanno permesso la
Corte di concludere se il crimine è stato veramente commesso o
se l’Uck fosse coinvolto nello stesso”.
La Corte ha concluso
che le prove addotte dalla procura non sono sufficienti per provare
che ci sia stata un’associazione criminosa. “Le prove in alcune
dei procedimenti indicano che le vittime potrebbero essere state
prese di mira principalmente per motivi personali piuttosto che come
membri di una popolazione civile vittima di un piano criminale
premeditato”, hanno riscontrato i giudici.
La procura è
riuscita a dimostrare che l’Uck ha commesso i crimini descritti in
otto punti dell’accusa ma, eccetto due casi, non è stata
sufficientemente dimostrata l’implicazione e la responsabilità
degli accusati.

Il giudice Alphonsus Orie ha sottolineato la
difficoltà incontrata dalla Corte nel garantire la sicurezza
di un ampio numero di testimoni. La Corte ha ascoltato almeno un
centinaio di testimoni durante il processo, dei quali 34 sotto
protezione, mentre 18 sono stati obbligati a testimoniare. In due
casi il rifiuto a testimoniare ha fatto spiccare mandati di arresto e
relativo trasferimento all’Aja. “La Corte ha riscontrato la forte
impressione che il processo sia stato condotto in un’atmosfera in
cui i testimoni non si sentivano al sicuro”, ha precisato il
giudice Orie. Proprio la difficoltà di reperire
testimonianze utili rappresenta la caratteristica più evidente
di questo processo. La responsabile del Tpi per i media, Olga Kavran,
ha precisato che il procuratore è particolarmente preoccupato
per i problemi legati ai testimoni. La procura, durante il processo,
ha più volte fatto riferimento al fatto che i problemi coi
testimoni avrebbero potuto mettere in questione la raccolta delle
prove.
Anche la direttrice del Centro per il diritto umanitario,
Natasa Kandic, per B92 ha detto che “è un fatto che i
testimoni al processo Haradinaj hanno avuto una grande paura, e che
esistono seri indizi sul fatto che almeno due testimoni hanno perso
la vita, perché dovevano testimoniare. Ci sono seri indizi sul
fatto che la procura non sia stata in grado di preparare seriamente
l’accusa”.
Kandic insiste però sul fatto che la
responsabilità di una tale sentenza grava “sulla procura,
sull’Unmik e sulle istituzioni statali della Serbia”. Secondo la
direttrice del Centro per il diritto umanitario “gli organi statali
della Serbia non hanno mai preparato una documentazione adeguata e
prove che riguardino i crimini commessi contro i serbi”. La Kandic,
inoltre, afferma che “fino ad oggi non c’è un documento
ufficiale della Serbia che in modo serio si sia occupato della
questione dei crimini di guerra”, mentre le prove che la Serbia ha
portato alla procura dell’Aja “non sono mai state così
rilevanti e valide” tali da dimostrare la responsabilità di
chi comandava l’Uck.

Dejan Anastasijevic, intervistato per
radio B92, ieri mattina, prima che venisse emessa la sentenza, aveva
sottolineato che la mancanza di collaborazione da parte dell’Unmik
e la difficoltà nel reperire i testimoni avrebbero dato come
risultato l’assoluzione di Haradinaj. Sconcerto da parte di tutte
le forze politiche della Serbia. In modo trasversale, dai Radicali di
Nikolic al Partito liberal democratico di Jovanovic, tutti i partiti
politici serbi hanno accolto la notizia con profonda insoddisfazione.
Il premier dimissionario Kostunica ha ribadito che la sentenza oscura
del Tribunale dell’Aja testimonia che si tratta di un tribunale che
non esiste per far sì che ci sia giustizia. “ Il Tribunale
dell’Aja con questa sentenza si fa beffe della giustizia e si fa
beffe delle vittime innocenti che sono state uccise per mano di
Haradinaj”, ha commentato Kostunica. Mentre da parte del Partito
democratico del presidente Tadic giunge la condanna per una sentenza
definita “vergognosa”, tale che “non può certo
contribuire al chiarimento dei crimini di guerra, garantire la
giustizia e tanto meno contribuire alla riconciliazione nella
regione”. Ovviamente di segno opposto le dichiarazioni del
governo kosovaro, il quale saluta benevolmente la sentenza del Tpi
dell’Aja nei confronti degli ex Uck. Nel comunicato stampa del
governo di Pristina, secondo quanto riportato dalle agenzie, si legge
che “in questo processo è stato dimostrato che la lotta
dell’Esercito di liberazione del Kosovo è stata legittima,
di liberazione e basata sulle regole e le convenzioni
internazionali”. L’arrivo di Haradinaj in Kosovo, previsto per
oggi sarà accolto in pompa magna, nonostante per ora nulla di
ufficiale sia stato organizzato.
Il processo Haradinaj era
iniziato il 5 marzo 2007, l’accusa ha terminato la propria
requisitoria nel novembre 2007. Tutti e 3 i collegi di difesa hanno
deciso di non presentare prove. Le requisitorie finali sono state
presentate tra il 21 e il 23 gennaio 2008.