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Davanti, percorsi cancellati dal fango e seminati di mine. Alle spalle,
400 soldati pronti alla guerra. Win, Saw e Min, tre prigionieri
dell’esercito, non hanno scelta, devono andare avanti. Si spara da
agosto nella foresta al confine birmano con la Thailandia. Sono i
giorni dell’ultimo monsone, ma la pioggia cade ancora violenta. Win,
Saw e Min fanno i portatori: trasportano 25 chili di munizioni,
ciascuno, in ceste di bamboo. Avanzano, in prima linea, per tracciare
la strada alle truppe del governo birmano, che vanno a combattere i
guerriglieri separatisti Karen . Le truppe stanno a una certa distanza,
perché Win, Saw e Min, potrebbero saltare sulle mine.
Non è accaduto. I tre si sono salvati e oggi raccontano la loro storia
a un quotidiano di Hong Kong, il South China Morning Post . Dopo un
mese di cammino, Win, Saw e Min, abbandonano il carico e scompaiono tra
gli alberi. Sono denutriti, “ci davano da mangiare una volta al
giorno”, e feriti, “ci picchiavano con un bastone quando rallentavamo”,
ma riescono ad aumentare il passo e a far perdere le loro tracce.
Lasciano mille compagni che non hanno più la forza o il coraggio di
fuggire. “Tutti i portatori avevano paura - dice Win - volevano correre
via, ma temevano le mine e non sapevano dove andare”. Nessuno conosce
questi luoghi, ostili per i locali e interdetti agli stranieri, nel
sud-est del Paese.
“Ci dicevano che se fossimo scappati e avessimo raggiunto le postazioni
delle forze armate Karen, i ribelli ci avrebbero ucciso. Io - spiega
Win - temevo solo quelli dell’SPDC”, il nome ufficiale del regime
birmano che significa Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo.
“Sono molto, molto crudeli”, aggiunge Saw, mostrando le spalle lacerate
dalle corde che sorreggevano il carico. I tre uomini non si
sbagliavano. Fuggono insieme ad altri otto ex portatori per quattro
giorni e trovano riparo nelle postazioni delle brigate Karen.
Win ha 46 anni, Min e Saw 25 e 26. Vivevano in carcere, chi per qualche
reato, chi per puro caso. Nell’ex Birmania gli arresti e le esecuzioni
extragiudiziali sono all’ordine del giorno, per dare prova della forza
della Giunta, per reprimere gli oppositori politici e le minoranze, per
rinvigorire i campi di lavoro. Il mestiere dei portatori nasce con
questa vecchia guerra e quelle che il governo centrale combatte contro
le tantissime minoranze che abitano i sette stati e le sette divisioni
dell’Unione birmana. I gruppi armati Karen combattono per
l’indipendenza dal 1949, quando la Gran Bretagna abbandonò la colonia
birmana e i militari salirono al potere. L’ultimo conflitto è iniziato
lo scorso 5 agosto. Qualche settimana fa, l’esercito ha occupato,
grazie ai suoi scudi umani, una base strategica della guerriglia.