24/11/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



La storia di Win, Saw e Min costretti a camminare su terreni minati

StradaDavanti, percorsi cancellati dal fango e seminati di mine. Alle spalle, 400 soldati pronti alla guerra. Win, Saw e Min, tre prigionieri dell’esercito, non hanno scelta, devono andare avanti. Si spara da agosto nella foresta al confine birmano con la Thailandia. Sono i giorni dell’ultimo monsone, ma la pioggia cade ancora violenta. Win, Saw e Min fanno i portatori: trasportano 25 chili di munizioni, ciascuno, in ceste di bamboo. Avanzano, in prima linea, per tracciare la strada alle truppe del governo birmano, che vanno a combattere i guerriglieri separatisti Karen . Le truppe stanno a una certa distanza, perché Win, Saw e Min, potrebbero saltare sulle mine.

Non è accaduto. I tre si sono salvati e oggi raccontano la loro storia a un quotidiano di Hong Kong, il South China Morning Post . Dopo un mese di cammino, Win, Saw e Min, abbandonano il carico e scompaiono tra gli alberi. Sono denutriti, “ci davano da mangiare una volta al giorno”, e feriti, “ci picchiavano con un bastone quando rallentavamo”, ma riescono ad aumentare il passo e a far perdere le loro tracce. Lasciano mille compagni che non hanno più la forza o il coraggio di fuggire. “Tutti i portatori avevano paura - dice Win - volevano correre via, ma temevano le mine e non sapevano dove andare”. Nessuno conosce questi luoghi, ostili per i locali e interdetti agli stranieri, nel sud-est del Paese.

“Ci dicevano che se fossimo scappati e avessimo raggiunto le postazioni delle forze armate Karen, i ribelli ci avrebbero ucciso. Io - spiega Win - temevo solo quelli dell’SPDC”, il nome ufficiale del regime birmano che significa Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo. “Sono molto, molto crudeli”, aggiunge Saw, mostrando le spalle lacerate dalle corde che sorreggevano il carico. I tre uomini non si sbagliavano. Fuggono insieme ad altri otto ex portatori per quattro giorni e trovano riparo nelle postazioni delle brigate Karen.

Win ha 46 anni, Min e Saw 25 e 26. Vivevano in carcere, chi per qualche reato, chi per puro caso. Nell’ex Birmania gli arresti e le esecuzioni extragiudiziali sono all’ordine del giorno, per dare prova della forza della Giunta, per reprimere gli oppositori politici e le minoranze, per rinvigorire i campi di lavoro. Il mestiere dei portatori nasce con questa vecchia guerra e quelle che il governo centrale combatte contro le tantissime minoranze che abitano i sette stati e le sette divisioni dell’Unione birmana. I gruppi armati Karen combattono per l’indipendenza dal 1949, quando la Gran Bretagna abbandonò la colonia birmana e i militari salirono al potere. L’ultimo conflitto è iniziato lo scorso 5 agosto. Qualche settimana fa, l’esercito ha occupato, grazie ai suoi scudi umani, una base strategica della guerriglia.

Francesca Lancini

 

Categoria: Guerra, Armi
Luogo: Myanmar