04/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



'In cambio vogliamo la scarcerazione dei nostri guerriglieri'
Il 'ministro degli esteri' delle Farc, Rodrigo Granda, liberato dalle carceri di Stato nel giugno 2007, e da allora assorto al ruolo di mediatore tra la guerriglia e Chavez per le trattative di rilascio degli ostaggi, ha dichiarato ieri che considera "inammissibile" la richiesta di liberare Ingrid Betancourt, la ex candidata presidenziale ostaggio delle Farc, come ennesimo gesto unilaterale.
 
Ingrid BetancourtPosizione intransigente. "Non è ammissibile che ci chiedano un altro segno di pace, quando ai nostri gesti per dimostrare la volontà politica di trovare un'uscita al conflitto, ci viene risposto con tante infamie e malvagità", ha spiegato Granda in una lettera scritta assieme al comandante guerrigliero Jesus Santrich e pubblicata dall'Agenzia Nuova Colombia (Anncol). Granda e Santrich avvertono che "solo come conseguenza di uno scambio di prigionieri saranno liberati gli ostaggi dei nostri accampamenti". Quindi hanno aggiunto che le Farc staranno attente "più che mai" alla liberazione dei guerriglieri dalle prigioni di Stato colombiane e statunitensi: "Coloro che pretendono la libertà di chi sta nei nostri accampamenti, con alcune eccezioni che si possono contare sulle dita delle mani, mai alzano la voce per la libertà dei nostri" in prigione, dice la lettera. "Molti chiedono la liberazione dei sequestrati però dimenticano che i nostri, i figli dei poveri che hanno lottato come combattenti dell'esercito del popolo in cerca della giustizia sociale, stanno peggio che i prigionieri che sono in mano alle Farc. E nessuno di loro sta peggio di Simon Trinidad e Sonia", incarcerati negli Usa.
 
Missione medica francese. Secondo l'agenzia Anncol, che ha sede a Stoccolma e che è solita diffondere i comunicati delle Farc, difícilmente la missione medica riuscirà nel suo obiettivo di arrivare a Ingrid Betancourt, dato che attualmente i canali con le Farc sono interrotti, a causa della recente scomparsa, il 2 marzo, di Raul Reyes, numero due e portavoce della Farc, nonché unico canale di negoziazione per la liberazione della franco-colombiana, ucciso dall'esercito colombiano aiutato dagli Usa in territorio ecuadoriano.
 

Stella Spinelli

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