02/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'opposizione grida alla vittoria, incerto il destino di Mugabe

A quattro giorni dalle elezioni, lo Zimbabwe si chiede ancora chi sarà il nuovo presidente: la Commissione elettorale ha sancito la vittoria del Movement for Democratic Change, il partito di opposizione, nelle elezioni parlamentari, ma non ha reso noto il risultato delle presidenziali. Secondo lo stesso Mdc il leader del partito, Morgan Tsvangirai, avrebbe ottenuto il 50,3 percento dei voti contro il 43,8 dell'uscente Robert Mugabe, diventando così il nuovo presidente direttamente al primo turno. Il governo uscente non ha gradito la pubblicazione di dati non ufficiali, bollando il Mdc come “irresponsabile” e facendo temere conseguenze di ordine pubblico. Continuano intanto le voci di un possibile accordo tra il partito di Mugabe e il Mdc per consentire al presidente un'uscita di scena onorevole.

Morgan TsvangiraiTsvangirai ha atteso invano quattro giorni, sperando che la Commissione nazionale pubblicasse i voti definitivi. Secondo il Mdc il ritardo, insolito rispetto ai tempi impiegati per gli scrutini nelle precedenti elezioni, sarebbe servito a truccare le elezioni in favore di Mugabe. Finora, la Commissione ha reso noti solo i risultati delle parlamentari che, hanno visto il partito di Mugabe, lo Zanu-Pf, ottenere 94 seggi contro i 105 dell'opposizione. La pubblicazione da parte del Mdc dei risultati, anche se non confermati, potrebbe mettere in forse il possibile accordo tra Tsvangirai e Mugabe, di cui si parla da giorni: Mugabe sarebbe pronto a rinunciare a un eventuale ballottaggio in cui sarebbe probabilmente sconfitto, lasciando campo libero fin da ora a Tsvangirai. Un accordo che sia lo Zanu-Pf che il Mdc hanno smentito, ma che sarebbe stato confermato ad alcune agenzie di stampa da parte di diplomatici e di personalità interne ai due partiti.

Secondo indiscrezioni provenienti da fonti esterne ai due schieramenti, Tsvangirai avrebbe vinto, ma senza ottenere il 50 percento più uno di voti per evitare il secondo turno. “Non credo si arriverà a un ballottaggio, Mugabe è una persona molto orgogliosa, e pensare di perdere è qualcosa che non può accettare”, riferisce a PeaceReporter Bill Saidi, direttore del giornale zimbabwano Standard. “Penso che l'accordo ci sarà ma, se per caso si dovesse andare al ballottaggio, l'entourage del presidente potrebbe far qualcosa per 'assicurarsi' la vittoria”. Stamane, il quotidiano filo-governativo Herald aveva dato come “probabile” il ballottaggio, che dovrebbe tenersi entro tre settimane dal primo turno.
A fare pressioni su Mugabe sarebbero anche le cancellerie occidentali, le quali avrebbero chiesto al presidente sudafricano Thabo Mbeki di esercitare la sua influenza sul leader dello Zimbabwe per convincerlo a mettersi da parte. Dall'altra parte, però, parte delle Forze Armate starebbe pressando Mugabe perché rimanga al suo posto, perpetuando il suo quasi trentennale potere al vertice dello stato.

Polizia per le strade della capitale HarareIl Paese, intanto, attende i risultati ufficiali con trepidazione. “La situazione è calma, ma tesa”, continua Saidi. “Tutti aspettano i risultati, sperando che le negoziazioni portino a una distensione”. Le forze dell'ordine, i cui capi nelle scorse settimane avevano dichiarato pubblicamente che non avrebbero riconosciuto un presidente diverso da Mugabe, pattugliano i centri abitati in assetto antisommossa, mentre i posti di blocco sarebbero sensibilmente aumentati in tutto il Paese. Stando alla Commissione elettorale, oggi dovrebbero essere pubblicati i risultati definitivi delle parlamentari, ma per le presidenziali bisognerà attendere ancora qualche giorno. Chissà che la mossa di Tsvangirai non porti a una svolta. Si spera non in stile Kenya. Sarebbe l'ultima disgrazia per un Paese teatro di una crisi economica senza precedenti, con un'inflazione arrivata al 100.000 percento e un tasso di disoccupazione dell'80 percento.

Matteo Fagotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità