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A quattro giorni dalle elezioni, lo Zimbabwe si chiede ancora chi sarà il nuovo presidente: la Commissione elettorale ha sancito la vittoria del Movement for Democratic Change, il partito di opposizione, nelle elezioni parlamentari, ma non ha reso noto il risultato delle presidenziali. Secondo lo stesso Mdc il leader del partito, Morgan Tsvangirai, avrebbe ottenuto il 50,3 percento dei voti contro il 43,8 dell'uscente Robert Mugabe, diventando così il nuovo presidente direttamente al primo turno. Il governo uscente non ha gradito la pubblicazione di dati non ufficiali, bollando il Mdc come “irresponsabile” e facendo temere conseguenze di ordine pubblico. Continuano intanto le voci di un possibile accordo tra il partito di Mugabe e il Mdc per consentire al presidente un'uscita di scena onorevole.
Tsvangirai ha atteso invano quattro giorni, sperando che la Commissione nazionale
pubblicasse i voti definitivi. Secondo il Mdc il ritardo, insolito rispetto ai tempi impiegati per gli scrutini nelle precedenti
elezioni, sarebbe servito a truccare le elezioni in favore di Mugabe. Finora,
la Commissione ha reso noti solo i risultati delle parlamentari che, hanno visto
il partito di Mugabe, lo Zanu-Pf, ottenere 94 seggi contro i 105 dell'opposizione. La pubblicazione da parte
del Mdc dei risultati, anche se non confermati, potrebbe mettere in forse il possibile
accordo tra Tsvangirai e Mugabe, di cui si parla da giorni: Mugabe sarebbe pronto
a rinunciare a un eventuale ballottaggio in cui sarebbe probabilmente sconfitto,
lasciando campo libero fin da ora a Tsvangirai. Un accordo che sia lo Zanu-Pf che il Mdc hanno smentito, ma che sarebbe stato confermato ad alcune agenzie di stampa
da parte di diplomatici e di personalità interne ai due partiti.
Il Paese, intanto, attende i risultati ufficiali con trepidazione. “La situazione
è calma, ma tesa”, continua Saidi. “Tutti aspettano i risultati, sperando che
le negoziazioni portino a una distensione”. Le forze dell'ordine, i cui capi nelle
scorse settimane avevano dichiarato pubblicamente che non avrebbero riconosciuto
un presidente diverso da Mugabe, pattugliano i centri abitati in assetto antisommossa,
mentre i posti di blocco sarebbero sensibilmente aumentati in tutto il Paese.
Stando alla Commissione elettorale, oggi dovrebbero essere pubblicati i risultati
definitivi delle parlamentari, ma per le presidenziali bisognerà attendere ancora
qualche giorno. Chissà che la mossa di Tsvangirai non porti a una svolta. Si spera
non in stile Kenya. Sarebbe l'ultima disgrazia per un Paese teatro di una crisi
economica senza precedenti, con un'inflazione arrivata al 100.000 percento e un
tasso di disoccupazione dell'80 percento.Matteo Fagotto