02/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il regime di Mubarak usa tutti i mezzi per impedire ai Fratelli Musulmani di partecipare alla vita politica
scritto per noi da
Michaela De Marco
 
Nove Fratelli Musulmani, membri dell'unico movimento di massa all'opposizione in Egitto, sono stati arrestati giovedì. Gli ultimi di una lunga serie di Fratelli arrestati negli ultimi mesi, potenziali candidati alle prossime elezioni municipali che si terranno l'8 Aprile.

Il partito della Fratellanza resta illegale, perché di "ispirazione religiosa", per cui non accettabile ai sensi della Costituzione laica dell'Egitto. I Fratelli, candidati alle elezioni municipali (come quelli che si erano candidati alle elezioni presidenziali del 2005), compaiono infatti nelle liste di alcuni partiti legali.
Migliaia di membri dell'organizzazione sono scesi in piazza, ieri, contro l'offensiva lanciata dalle autorità. A Tanta, una città sul Delta del Nilo, quattro persone sono state arrestate, dopo violenti sconti con la polizia. Altri cinque islamisti sono stati trattenuti nella provincia di Qalubiyya, a nord del Cairo, mentre appendevano manifesti di candidati della Fratellanza per le elezioni municipali dell'8 aprile. Tremila membri dell'organizzazione hanno protestato a Zagazig, 100 chilometri a nord-est del Cairo. Duemila hanno protestato ad Alessandria, e mille e cinquecento hanno marciato a Damanhur, sempre sul Delta. I Fratelli Musulmani denunciano oltre cento arresti di loro militanti.
Il governo, presieduto sin dal 1981 dal presidente Muhammad Hosni Mubarak, ha prorogato le elezioni municipali di due anni nel 2006, dopo che il gruppo della Fratellanza aveva ottenuto 88 dei 454 seggi parlamentari alle elezioni del 2005. L'iscrizione alle elezioni municipali, iniziate il 4 marzo, è stata impedita a centinaia di candidati dei Fratelli Musulmani. Più tardi, una legge è stata promulgata per impedire queste restrizioni. Ma il governo s'è rifiutato di applicarla.

La Fratellanza, nata ad Ismailyya nel 1928, e diffusasi nel corso di pochi anni in tutto l'Egitto (e oltre), è oggi il più potente e temuto gruppo di opposizione rispetto all'attuale governo. Il partito dei Fratelli è stato bandito ai tempi del presidente Gamal Abd el-Nasser, nel 1954, due anni dopo la rivoluzione degli Ufficiali Liberi, che ha rovesciato la monarchia, ponendo progressivamente fine al regime coloniale e pseudoliberale egiziano.
Durante le elezioni del 2005, che hanno poi confermato la presidenza di Mubarak, al primo turno, i Fratelli hanno ottenuto (senza suscitare sorpresa) uno strepitoso successo: 88 seggi su 454. Nei due turni successivi, i giudici incaricati di supervisionare la trasparenza delle elezioni, sono stati allontanati dai seggi. Nei giorni successivi, gli stessi togati sono scesi in piazza per denunciare quest'infrazione e i brogli elettorali. Molti di loro sono stati arrestati e torturati.
Nell'ambiente dell'impegno politico in Egitto circola la voce che una telefonata del presidente Usa Bush sia arrivata al "faraone" (come gli egiziani chiamano Mubarak) dopo il primo turno delle elezioni nel 2005, per sollecitare manipolazioni elettorali e impedire così ulteriori successi da parte islamista. I Fratelli Musulmani sono acerrimi oppositori di quello che definiscono 'l'imperialismo statunitense che, a loro dire, finanzia la "dittatura di Mubarak" con un contributo annuale di due miliardi di dollari, destinati a spese militari.

il leader dei Fratelli MusulmaniIn seguito alle candidature di molti della Fratellanza alle elezioni municipali, la repressione da parte delle forze di sicurezza governative è stata dura: oltre ottocento membri della Fratellanza, potenziali candidati, sono stati arrestati. "Le Forze di Sicurezza egiziane hanno lanciato un'ambiziosa campagna di repressione, per impedire che i Fratelli Musulmani prendano parte alle elezioni municipali che si terranno l'8 aprile. Perché ci viene negato il diritto di prender parte a queste elezioni, per servire il nostro paese e la nostra gente?", s'è chiesto Muhammad Akef, Guida Suprema della Fratellanza, durante un intervista al canale al-Jazeera, trasmessa il 20 febbraio scorso. Akef ha sollecitato gli egiziani ad andare a votare, puntualizzando che la partecipazione dei Fratelli alle elezioni è finalizzata ad affrontare un regime che Akef ha definito "tirannico".
I tribunali contro i Fratelli, la Guida Suprema li ha definiti "criminali", e ha aggiunto: "Continueremo la nostra lotta per porre fine a questi processi illegittimi". L'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, con sede centrale a New York, ha contestato la repressione e sollevato dubbi sulla legittimità delle elezioni egiziane. La Fratellanza ha fatto sapere che i suoi candidati contesteranno i risultati delle elezioni municipali dalla cella, se sarà necessario.
Categoria: Diritti, Elezioni, Politica
Luogo: Egitto