03/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Conseguenza del cambio di governo a Seul
La tensione tra le due Coree sta pericolosamente risalendo da quando, lo scorso 25 febbraio, è diventato presidente della Corea del Sud il ‘falco’ conservatore Lee Myung-bak, l'ex patron della Hunday, fervente cristiano evangelico e fautore di una più stretta alleanza con gli Usa in funzione anti-nordcoreana.
 
Lee Myung-bakLe provocazioni della Corea del Sud. Appena insediato, Lee ha annunciato che la Corea del Sud abbandonerà la politica degli aiuti umanitari ‘incondizionati’ ai cugini comunisti del Nord, subordinandoli al rispetto dei diritti umani e alla restituzione dei prigionieri di guerra.
Il 26 marzo, il nuovo capo di Stato Maggiore sudcoreano, appena nominato dal presidente Lee, ha dichiarato che Seul sferrerà attacchi preventivi contro i siti nucleari nordcoreani se si sentisse minacciata. Contemporaneamente, il nuovo ministro degli Esteri ha annunciato che la Corea del Sud non negherà più – come i precedenti governi liberali – il suo voto di sostegno a una risoluzione Onu di condanna al regime Kim Yong-il.
 
Kim Yong-ilLe dure reazioni della Corea del Nord. Immediata e massiccia la reazione di Pyongyang alle provocazioni di Seul. Il 27 marzo la Corea del Nord ha espulso i lavoratori sudcoreani che lavorano nella zona industriale comune. Il 28 ha sparato in mare dei missili a corta gittata, dicendosi pronta a “spazzar via ogni nave sudcoreana che violasse i confini”. Il 29 ha emesso un divieto di ingresso nel Paese ai rappresentanti del governo di Seul. Il 31 un ufficiale dell’esercito nordcoreano ha dichiarato: “Risponderemo a un attacco di Seul riducendo la Corea del Sud in cenere”. Il 1° aprile Pyongyang ha accusato Lee Myung-bak di essere un “sicofante”, un calunniatore al servizio degli Stati Uniti che vuole provocare una guerra.
 
Guardie di frontiera nordcoreaneLe elezioni a Seul non miglioreranno la situazione. Nei giorni scorsi, la Corea del Nord ha chiesto le scuse ufficiali di Seul per le bellicose dichiarazioni del nuovo comandante delle forze armate sudcoreane. Le scuse non sono arrivate, in compenso il ministro della Difesa di Seul ha intimato a Pyongyang di “porre immediatamente fine” alla sua retorica aggressiva “che fa aumentare la tensione e mette a rischio la pace nella penisola coreana”
Ma la tensione rischia invece di aumentare ancora con il prevedibile rafforzamento politico del presidente Lee Myung-bak che scaturirà dalle elezioni sudcoreane di mercoledì prossimo, 9 aprile, quando – stando ai sondaggi – il partito conservatore di Lee conquisterà un’ampia maggioranza in parlamento. 

Enrico Piovesana

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