
Burundi e Sudan hanno rispettato l'impegno preso con la firma del Trattato di
Ottawa distruggendo entro il termine del 1 aprile i propri stock di mine antiuomo.
Il trattato prevede che i firmatari si impegnino a distruggere gli arsenali di
mine entro 4 anni dall'adesione e a bonificare le zone minate entro 10 anni. Il
Burundi è riuscito a eliminare 610 mine e il Sudan 6.078, ma altri paesi devono
ancora disfarsi dei propri depositi: la Grecia con 1.6 milioni di mine, la Turchia
con 2.9 milioni e la Bielorussia con 3.4 milioni non hanno rispettato il termine
di scadenza risalente al primo marzo scorso. L'impegno dei Paesi africani nella
lotta alle mine antiuomo è sottolineato anche dalla 'Dichiarazione di Livingstone',
approvata da 38 dei 39 paesi africani che hanno partecipato all'incontro internazionale
sul bando delle mine anti-uomo. Con la dichiarazione, gli stati si sono impegnati
a negoziare un divieto totale delle mine durante l'incontro che si terrà a Dublino
dal 19 al 30 maggio prossimo. L'unico stato che non ha sottoscritto la dichiarazione
è il Sud Africa, il maggiore produttore di mine del continente.