01/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La Corte di Giustizia di Lussemburgo ha stabilito oggi che, nell'ambito di un'unione solidale fra partner dello stesso sesso, uno di essi può aver diritto ad una pensione di vedovo concessa da un regime previdenziale di categoria.

I giudici di Lussemburgo sono stati chiamati ad esprimersi, con una sentenza storica, sul caso che contrappone il gay tedesco Tadao Maruko, compagno di un uomo deceduto nel 2005, e un ente previdenziale tedesco. Per il tribunale Ue, ''tocca al giudice nazionale verificare se, nell'ambito di un'unione solidale, il partner superstite sia in una posizione analoga a quella di un coniuge beneficiario della pensione per superstiti controversa''. Il rifiuto di far fruire i partner di unione solidale della pensione per superstiti, proseguono i giudici, ''costituisce una discriminazione diretta fondata sull'orientamento sessuale, se si ritiene che i coniugi superstiti e i partner di unione solidale superstiti si trovino in una posizione analoga per quanto concerne tale pensione''.
L'unione, ai sensi della legge tedesca, era stata legalmente riconosciuta e quindi, dopo la morte del compagno, Maruko aveva chiesto di fruire di una pensione di vedovo, ma l'ente aveva respinto tale richiesta in quanto lo statuto non prevedeva tale beneficio per i partner di unione solidale superstiti. È stato poi un tribunale di Monaco ad adire la Corte Ue per stabilire se il diniego di una pensione per superstiti ad un partner di unione solidale costituisca una discriminazione vietata dalla direttiva di Bruxelles sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, che mira a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale.
Categoria: Diritti
Luogo: Germania