La Corte di Giustizia di Lussemburgo ha
stabilito oggi che, nell'ambito di un'unione solidale fra partner
dello stesso sesso, uno di essi può aver diritto ad una
pensione di vedovo concessa da un regime previdenziale di categoria.

I giudici di Lussemburgo sono stati
chiamati ad esprimersi, con una sentenza storica, sul caso che
contrappone il gay tedesco Tadao Maruko, compagno di un uomo deceduto
nel 2005, e un ente previdenziale tedesco. Per il tribunale Ue,
''tocca al giudice nazionale verificare se, nell'ambito di un'unione
solidale, il partner superstite sia in una posizione analoga a quella
di un coniuge beneficiario della pensione per superstiti
controversa''. Il rifiuto di far fruire i partner di unione solidale
della pensione per superstiti, proseguono i giudici, ''costituisce
una discriminazione diretta fondata sull'orientamento sessuale, se si
ritiene che i coniugi superstiti e i partner di unione solidale
superstiti si trovino in una posizione analoga per quanto concerne
tale pensione''.
L'unione, ai sensi della legge tedesca,
era stata legalmente riconosciuta e quindi, dopo la morte del
compagno, Maruko aveva chiesto di fruire di una pensione di vedovo,
ma l'ente aveva respinto tale richiesta in quanto lo statuto non
prevedeva tale beneficio per i partner di unione solidale superstiti.
È stato poi un tribunale di Monaco ad adire la Corte Ue per
stabilire se il diniego di una pensione per superstiti ad un partner
di unione solidale costituisca una discriminazione vietata dalla
direttiva di Bruxelles sulla parità di trattamento in materia
di occupazione e di condizioni di lavoro, che mira a combattere la
discriminazione fondata sull'orientamento sessuale.