01/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Si chiude l'operazione dell'esercito contro i miliziani di Moqtada a Bassora: almeno 300 morti
L'operazione 'Carica dei cavalleggeri', durata una settimana e volta a riconquistare il controllo di uno dei principali nodi petroliferi dell'Iraq, è finita. La tensione a Bassora, nei quartieri sciiti di Baghdad e in altre città irachene del sud resta alta.

Finiti gli scontri, il numero delle vittime è l'esito più controverso della stessa operazione. Il bilancio ufficiale è quello fornito ieri alla stampa da Abdul Karim Khalaf, portavoce del ministero degli Interi di Baghdad. Secondo il governo iracheno, sarebbero almeno duecentoquindici le vittime degli scontri tra truppe irachene ed esercito del Mahdi, la milizia fedele all'ayatollah radicale Moqtada al-Sadr. Alle vittime si aggiungono centoquindici feriti e circa seicento arrestati. Molto differenti le stime dell'Afp. La grande agenzia di stampa internazionale, basandosi sulle testimonianze raccolte dai suoi corrispondenti iracheni sul posto, stima in quattrocentosessantuno le persone decedute nei combattimenti di Bassora e Baghdad e, in meno di una settimana, ci sono stati mille e cento feriti.
Il bilancio è ancora più grave, però, per la corrente di al-Sadr in Parlamento. Una fonte dei deputati fedeli a Moqtada, intervistato dal quotidiano arabo al-Hayat, stima in seicento le vittime solo tra i miliziani del Mahdi. Altri duemila guerriglieri sarebbero stati feriti o uccisi.
Inoltre, sempre secondo i sadristi, molte vittime si registrano anche nei quartieri sciiti di Baghdad, Sadr City e al-Qathimiya, dove secondo fonti mediche sarebbero duecento i morti e circa mille i feriti. Secondo una fonte dell'esercito iracheno, invece, sarebbero in tutto duecentodieci i morti e seicento i feriti solo a Bassora.

Oggi, intanto, per il secondo giorno consecutivo, a Bassora sembra regnare la calma, dopo che Sadr ha chiesto ai combattenti di abbandonare le strade. Non si vedono più uomini armati per le strade e riaprono i negozi, mentre le scuole, hanno detto le autorità, riapriranno domani. La popolazione sta rimuovendo dalle strade le lamiere dei veicoli dati alle fiamme e recupera i suoi corpi senza vita per dar loro una degna sepoltura, mentre gli scontri non accennano ad arrestarsi nella capitale, nonostante la tregua annunciata per porre fine a una settimana di accese violenze. "Bassora e le città vicine sono sotto controllo, non ci sono scontri a Bassora. Stiamo ora disinnescando le bombe su strada", ha detto il generale Mohammed Jawan Huweidi, comandante della 14esima divisione dell'esercito iracheno, confermando lo stato di quiete.La previsione, però, è che più si avvicinano le elezioni politiche di ottobre in Iraq più sale la tensione. In particolare tra gli sciiti, assoluta maggioranza nel Paese, divisi tra la linea 'riformista' dell'ayatollah Sistani e del premier al-Maliki e quella 'oltranzista' di Moqtada al-Sadr e delle milizie sciite. Oggi il governo ha reso noti i dati delle vittime civili nel mese di marzo che ha raggiunto il livello più alto dalla metà del 2007, con un aumento del 31 percento rispetto alle vittime di febbraio. Non è un buon segno.

Christian Elia

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