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Finiti gli scontri, il numero delle
vittime è l'esito più controverso della stessa
operazione. Il bilancio ufficiale è quello fornito ieri alla
stampa da Abdul Karim Khalaf, portavoce del ministero degli Interi
di Baghdad. Secondo il governo iracheno, sarebbero almeno
duecentoquindici le vittime degli scontri tra truppe irachene ed
esercito del Mahdi, la milizia fedele all'ayatollah radicale Moqtada
al-Sadr. Alle vittime si aggiungono centoquindici feriti e circa
seicento arrestati. Molto differenti le stime dell'Afp. La
grande agenzia di stampa internazionale, basandosi sulle
testimonianze raccolte dai suoi corrispondenti iracheni sul posto,
stima in quattrocentosessantuno le persone decedute nei combattimenti
di Bassora e Baghdad e, in meno di una settimana, ci sono stati mille
e cento feriti.
Oggi, intanto, per il secondo giorno
consecutivo, a Bassora sembra regnare la calma, dopo che Sadr ha
chiesto ai combattenti di abbandonare le strade. Non si vedono più
uomini armati per le strade e riaprono i negozi, mentre le scuole,
hanno detto le autorità, riapriranno domani. La popolazione
sta rimuovendo dalle strade le lamiere dei veicoli dati alle fiamme e
recupera i suoi corpi senza vita per dar loro una degna sepoltura,
mentre gli scontri non accennano ad arrestarsi nella capitale,
nonostante la tregua annunciata per porre fine a una settimana di
accese violenze. "Bassora e le città vicine sono sotto
controllo, non ci sono scontri a Bassora. Stiamo ora disinnescando le
bombe su strada", ha detto il generale Mohammed Jawan Huweidi,
comandante della 14esima divisione dell'esercito iracheno,
confermando lo stato di quiete.La previsione, però, è
che più si avvicinano le elezioni politiche di ottobre in Iraq
più sale la tensione. In particolare tra gli sciiti, assoluta
maggioranza nel Paese, divisi tra la linea 'riformista'
dell'ayatollah Sistani e del premier al-Maliki e quella 'oltranzista'
di Moqtada al-Sadr e delle milizie sciite. Oggi il governo ha reso
noti i dati delle vittime civili nel mese di marzo che ha raggiunto
il livello più alto dalla metà del 2007, con un aumento
del 31 percento rispetto alle vittime di febbraio. Non è un
buon segno.Christian Elia