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I fatti. Prima era una cosa riservata (ma non troppo) ai turisti. I ripetitori c'erano,
ma per la popolazione cubana erano off limits. Adesso si cambia e tutti, ma proprio
tutti, potranno tenere in tasca un telefono cellulare e comunicare nella maniera
più comoda possibile. Impensabile fino a qualche anno fa. Insomma entro breve
tempo le suonerie polifoniche si sentiranno lungo le strade della capitale, fra
il vocio dei venditori ambulanti di succo di canna da zucchero e i rumori violenti
dei cammelli, i pullman pubblici della città.
I prezzi. I problemi maggiori, però, verranno dai salari. Medici, professionisti e insegnanti,
ma anche impiegati e commessi hanno stipendi che definire bassi (rapportati allo
standard occidentale) è poco. Un medico cubano guadagna più o meno venti dollari
Usa al mese. Come faranno quindi i cubani ad accedere al servizio di telefonia
cellulare se un contratto, per essere aperto, ha un costo di circa 140 dollari
Usa? Forse non proprio tutti avranno le stesse possibilità. Come del resto già
accadeva. Infatti i cellulari sono presenti da molti anni nell'isola ma solo con
piccoli escamotage i cubani hanno potuto utilizzarli. “E' vero – racconta Flora
dall'Havana - io non ho il telefono ma mio figlio ne ha uno bellissimo. Gli è
stato regalato da un turista che ne aveva due. Il problema è quello di trovare
il denaro per farlo funzionare, ma forse fra un po' di tempo sarà più facile e
economico.
Non solo cellulari. Quante volte chi è stato in un hotel dell'Havana si è sentito dire oppure ha
letto che i cittadini dell'isola non potevano usufruire dei servizi alberghieri?
Non sarà più così. E' questa, infatti, un'altra delle novità volute dal comandante
en Jefe Raul Castro. Tutti i cubani saranno autorizzati a entrare negli hotel
dell'isola, una volta a solo uso e consumo dei turisti stranieri. “L'indicazione
governativa ci è già arrivata e risulta essere già vigente”, raccontano da uno
dei cinque stelle più famosi della capitale. Forse però di cubani nei grandi alberghi
se ne vedranno pochi. Chi vorrà soggiornare in un hotel da sogno, infatti, dovrà
pagare con valuta pregiata. Comunque dal giorno in cui Raul ha sostituito Fidel
alla guida del Paese ci sono nuove regole che valgono per tutti e che, forse,
hanno un sapore democratico mai sentito prima.Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, pace, guerra, peacerporter