01/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Luoghi di culto 'prefabbricati' nei quartieri del socialismo reale
In anni recenti, i russi si sono abituati a vedere i loro alimenti tradizionali in versioni liofilizzate, veloci da prepare e consumare: la borshch (zuppa) istantanea, i pelmeni (tortelli) instantanei, i bliny (frittelle) istantanee. Adesso un gruppo di imprenditori ha pensato di lanciare un altro 'articolo', facile da realizzare e pronto per l'uso in poche ore: la chiesa ortodossa istantanea.
 
Convento di Novodevichy, Mosca (foto Luca Galassi)Fast-church. Il Club dei filantropi ortodossi, una organizzazione no-profit fondata nel 2003, ha lanciato il progetto di una chiesa prefabbricata che può essere costruita in appena 24 ore. La prima verrà edificata nella città siberiana di Kemerovo il 6 aprile prossimo. Fa parte di un progetto di dieci istituti di culto che verranno disseminati in tutto il Paese, secondo le intenzioni del direttore del club, Vasili Smirnov. Qualcuno potrà ironizzare sull'iniziativa delle chiese 'fast-food', ma secondo i pope ortodossi esse soddisfano una necessità urgente: dotare di luoghi di culto alcuni distretti abitativi costruiti in epoca sovietica. Negli anni del comunismo vennero lanciati piani ambiziosi di edilizia residenziale, con torreggianti palazzi-scatoloni e anonime distese di case popolari. Ma senza chiese: nell'ateismo imperante di quegli anni, i luoghi destinati alla preghiera erano confinati nei centri storici delle città, risalenti all'epoca zarista.

Cattedrale ortodossa del Cremlino (foto Luca Galassi)Più economiche. La proposta del club dei 'filantropi', composto da politici e imprenditori di chiara fede ortodossa, è di realizzare strutture in legno facili da montare, che possano ospitare dai 150 ai 200 fedeli. Il costo della costruzione sarebbe di un decimo rispetto ad altri progetti analoghi, assicurano gli ideatori. Inoltre, poichè è un prefabbricato, i tempi sui permessi sarebbero notevolmente più celeri rispetto alla farraginosa burocrazia necessaria per le licenze, a maggior ragione se si tratta di chiese in muratura. La gerarchia ecclesiale ha approvato l'iniziativa di Smirnov, sostenendo - per bocca di padre Vigilyansky, portavoce della Chiesa ortodossa - "che nella sola Mosca andrebbero costruite almeno 200 chiese".

San Basilio (foto Luca Galassi)Derive estremiste. La proposta del club dei filantropi ortodossi non è che una delle varianti di un revival religioso che in Russia sta prendendo sempre più piede. Dal momento dell’ascesa al potere di Putin si è verificata una nuova ondata di nazionalismo, e la retorica anti-occidentale dell'ex presidente ha alimentato una frenetica riscoperta dei simboli, delle istituzioni e della cultura slava. In questo rinascimento identitario è stata la chiesa ortodossa a farsi veicolo della coscienza e dell’orgoglio nazionale. Ma ciò che preoccupa, più del nuovo - e sospetto - afflato spirituale della Russia post-comunista, è il livello di saldatura della confessione religiosa con elementi nazionalisti radicali, anche di tipo fascista. Nella Russia odierna, il patriarca Alexei II ha avuto, e sta tutt'ora avendo, grandi difficoltà nel confrontarsi con la parte più conservatrice dell'ortodossia, storicamente anti-semita e ferocemente anti-musulmana. Secondo molti, per evitare fratture all'interno del Patriarcato, Alexei non avrebbe limitato adeguatamente le spinte dei settori conservatori, consentendo così all'estremismo e alle forze politiche anti-democratiche di trovare nella Chiesa un terreno fertile dove far prosperare un'atmosfera di esclusione e di intolleranza.

Luca Galassi

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