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A due giorni dalla conclusione delle elezioni, nello Zimbabwe regna ancora l'incertezza, data dal ritardo con cui la Commissione elettorale sta rendendo noti i risultati dello scrutinio, che ha interessato la presidenza, il parlamento e le istituzioni locali.
Stando ai risultati ufficiali, su 24 circoscrizioni elettorali finora scrutinate,
lo Zanu-Pf del presidente Robert Mugabe e il Movement for Democratic Change, formazione di opposizione, avrebbero ottenuto 12 seggi ciascuno. Ma il Mdc ha respinto i numeri, sostenendo che, secondo i propri conteggi, il partito
avrebbe ottenuto 96 seggi parlamentari su 128 in cui erano presenti i propri osservatori,
mentre il candidato a presidente del partito, Morgan Tsvangirai, avrebbe il 60
percento di preferenze nella corsa presidenziale contro il 30 di Mugabe. Lo Zanu-Pf ha ammonito che pubblicare falsi numeri prima del conteggio finale equivale
a un colpo di stato. La polizia è schierata in assetto anti-sommossa, la tensione
è alta e ci sono timori che, in caso di sconfitta, il partito al potere possa
truccare i risultati. Il ritardo nella proclamazione dei risultati fa propendere
l'opposizione verso questa tesi, mentre la Commissione elettorale si difende sottolineando
la difficoltà di gestire i risultati di tre elezioni contemporaneamente.