31/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo quindici anni si avvicina la soluzione della controversia sul nome della Macedonia. In nome della Nato
Forse ci siamo, dopo quindici anni di polemiche. Il ministro degli Esteri macedone Antonio Milososki ha dichiarato oggi che il governo di Skopje è pronto ad accettare l'ultima proposta delle Nazioni Unite per porre fine al contenzioso che oppone la Grecia e la Macedonia rispetto al nome di quest'ultima.

alessandro il macedoneNome conteso. Nome che, secondo i greci, è un furto 'culturale', essendo la Macedonia una regione ellenica. ''Dopo quindici anni di negoziati, noi pensiamo che questa debba essere la proposta finale'', ha detto Milososki. Pur di mettere la parola fine all'annosa querelle, la Macedonia accetterà l'ultima proposta di Matthew Nimetz, l'incaricato speciale dell'Onu per il contenzioso tra i due stati, a patto che non subentrino ulteriori modifiche da parte del governo greco. Nimetz, nel corso dell'ultimo vertice bilaterale tra Grecia e Macedonia, avvenuto la settimana scorsa a New York, sotto l'egida dell'Onu, ha lasciato alle parti il tempo di riflettere sull'ultima proposta: il nome della ex repubblica jugoslava sarà Repubblica di Macedonia (Skopje). Accettata la definizione da entrambi gli stati, sia la Grecia che la Macedonia potranno liberamente utilizzare l'aggettivo macedone.
Nel corso dell'ultimo vertice di New York, in realtà, la Grecia sembrava orientata a rifiutare anche questa offerta, ma le pressioni dell'Unione europea, delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti potrebbero spingere Atene a compiere un gesto di buona volontà.

Le ragioni della realpolitik. Queste pressioni sono dovute non tanto alla questione in sé, che non suscita certo l'interessamento delle cancellerie del mondo, ma al tempo che stringe per il vertice Nato in programma a Bucarest dal 2 al 4 aprile. In quella sede, come programmato da tempo, dovrebbe essere sancito l'ingresso nel Patto Atlantico di Albania, Croazia e appunto Macedonia. Skopje, fin dalla dichiarazione d'indipendenza dalla ex Jugoslavia, nel 1991, aveva scelto il nome di Macedonia, ma la Grecia aveva rifiutato il riconoscimento. L'Onu, rinviando ai negoziati diretti tra i due stati la soluzione del contenzioso, aveva concesso il nome provvisorio di Former Yugoslavian Republic of Macedonia (Fyrom) al nuovo membro. La soluzione temporanea si era trascinata, come detto, per quindici anni, nel disinteresse generale. Ma le cose adesso sono cambiate e, in tempi di 'nuova guerra fredda' con la Russia, l'ingresso della Macedonia (dove si trovano alcune delle più grandi postazioni radar degli Stati Uniti) nella Nato è diventato una priorità. Solo che la Grecia, in virtù della questione in sospeso con Skopje, nel vertice Nato del 6 marzo scorso a Bruxelles aveva posto il veto all'adesione della Macedonia. Con buona pace di Alessandro il Macedone, la Grecia alla fine accetterà un compromesso in nome (è proprio il caso di dirlo) della realpolitik.

Christian Elia
Parole chiave: christian elia, macedonia, fyrom, grecia
Categoria: Politica
Luogo: Macedonia