Dopo quindici anni si avvicina la soluzione della controversia sul nome della Macedonia. In nome della Nato
Forse ci siamo, dopo quindici anni di
polemiche. Il ministro degli Esteri macedone Antonio Milososki ha
dichiarato oggi che il governo di Skopje è pronto ad accettare
l'ultima proposta delle Nazioni Unite per porre fine al contenzioso
che oppone la Grecia e la Macedonia rispetto al nome di quest'ultima.
Nome conteso. Nome che, secondo
i greci, è un furto 'culturale', essendo la Macedonia una
regione ellenica. ''Dopo quindici anni di negoziati, noi pensiamo che
questa debba essere la proposta finale'', ha detto Milososki. Pur di
mettere la parola fine all'annosa querelle, la Macedonia accetterà
l'ultima proposta di Matthew Nimetz, l'incaricato speciale dell'Onu
per il contenzioso tra i due stati, a patto che non subentrino
ulteriori modifiche da parte del governo greco. Nimetz, nel corso
dell'ultimo vertice bilaterale tra Grecia e Macedonia, avvenuto la
settimana scorsa a New York, sotto l'egida dell'Onu, ha lasciato alle
parti il tempo di riflettere sull'ultima proposta: il nome della ex
repubblica jugoslava sarà Repubblica di Macedonia (Skopje).
Accettata la definizione da entrambi gli stati, sia la Grecia che la
Macedonia potranno liberamente utilizzare l'aggettivo macedone.
Nel corso dell'ultimo vertice di New
York, in realtà, la Grecia sembrava orientata a rifiutare
anche questa offerta, ma le pressioni dell'Unione europea, delle
Nazioni Unite e degli Stati Uniti potrebbero spingere Atene a
compiere un gesto di buona volontà.
Le ragioni della realpolitik.
Queste pressioni sono dovute non tanto alla questione in sé,
che non suscita certo l'interessamento delle cancellerie del mondo,
ma al tempo che stringe per il vertice Nato in programma a Bucarest
dal 2 al 4 aprile. In quella sede, come programmato da tempo,
dovrebbe essere sancito l'ingresso nel Patto Atlantico di Albania,
Croazia e appunto Macedonia. Skopje, fin dalla dichiarazione
d'indipendenza dalla ex Jugoslavia, nel 1991, aveva scelto il nome di
Macedonia, ma la Grecia aveva rifiutato il riconoscimento. L'Onu,
rinviando ai negoziati diretti tra i due stati la soluzione del
contenzioso, aveva concesso il nome provvisorio di Former Yugoslavian
Republic of Macedonia (Fyrom) al nuovo membro. La soluzione
temporanea si era trascinata, come detto, per quindici anni, nel
disinteresse generale. Ma le cose adesso sono cambiate e, in tempi di
'nuova guerra fredda' con la Russia, l'ingresso della Macedonia (dove
si trovano alcune delle più grandi postazioni radar degli
Stati Uniti) nella Nato è diventato una priorità. Solo
che la Grecia, in virtù della questione in sospeso con Skopje,
nel vertice Nato del 6 marzo scorso a Bruxelles aveva posto il veto
all'adesione della Macedonia. Con buona pace di Alessandro il
Macedone, la Grecia alla fine accetterà un compromesso in nome
(è proprio il caso di dirlo) della realpolitik.
Christian Elia