Lili Boniche è morto il 25 marzo scorso, a Parigi, all'età di 87 anni. Il suo
nome non dirà molto ai fan di Sanremo, ma se esistesse il Gohta della world music,
a Lili spetterebbe un posto d'onore.

Nato nel 1921 in una famiglia di origine giudaica andalusa nella casbah di Algeri,
Boniche a soli 10 anni abbandona la sua casa per dedicarsi all'arte di suonare
l'oud, il liuto arabo. Il suo maestro fu Saoud l'Oranais, famoso maestro di haouzi,
uno stile regionale della musica arabo-andalusa. Boniche divenne in breve tempo
un interprete insuperabile di uno stile unico: un cocktail affascinante tra le
sonorità del flamenco e della musica arabo-andalusa, frutto di una sintesi della
cultura ebraica e di quella araba, in salsa mediterranea.
Lili Boniche diventa così conosciuto in tutto il mondo, con il nomignolo che
lo ha accompagnato fino alla sua morte: il ''il crooner della casbah'', iil campione
della musica arabo-giudea.
La musica di Lili Boniche fu particolarmente attratta dagli stili dei nightclub
degli anni Quaranta (a quei tempi molto diffusi nelle regioni meridionali e orientali
della costa mediterranea), dove si sentiva il jazz, il flamenco, il mambo e la
rumba insieme ai ritmi più conosciuti del tango e del paso doble.

Tutti insieme vennero mescolati e interpretati da Binoche insieme al tradizionale
canto algerino chiamato chaabi in una miscela ritmica e sensuale. Alcuni dei suoi
grandi successi, altro non sono che rielaborazioni di stili e generi musicali
differenti. Come nel caso di "Ana Fil Houb", trasposizione di "Historia de un Amor", vecchio bolero di Carlos Almarán, mentre
"Bambino" è un vecchio mambo portato al successo dall'orchestra di Perez Prado
con il titolo "Guaglione". Abbinando questa ricca miscela di stili di diverse
culture alle sue personali origini culturali, Boniche elaborò gradualmente uno
stile personale che chiamò francarbe, elegante e indipendente forma di musica
popolare. Come padre del francarbe, dalla fine degli anni Quaranta e negli anni
Cinquanta, Lili Boniche proseguì con la sua carriera, prima in Algeria e poi a
Parigi dove incise per la prima volta.
Gli anni Ottanta sembravano aver sancito il tramonto di Boniche e della sua musica,
ma all'inizio degli anni Novanta il suo lavoro è stata riscoperto grazie alle
colonne sonore di alcuni film.
Lili torna sulla cresta dell'onda; da quel momento si susseguono collaborazioni
con Bill Laswell, Smadj, Manou Katche ed altri musicisti per il suo album "Alger,
Alger", prodotto da Bill Laswell.
Un tributo dovuto a un grande artista, che meglio di altri ha saputo rappresentare
il Mediterraneo nel suo mito fondativo: la coabitazione di culture che si contaminano
a vicenda.
Christian Elia