
Le forze armate statunitensi hanno intensificato i bombardamenti aerei contro
i combattenti di Al Qaida nelle regioni tribali del nord ovest del Pakistan, temendo
di non contare più sullo stesso appoggio di Islamabad nella guerra al terrorismo.
Lo scrive oggi il Washington Post, citando alcuni funzionari americani che hanno
chiesto l'anonimato. Secondo le fonti del quotidiano, l'amministrazione Bush vuole
infliggere quanti più danni può alla rete di Osama bin Laden adesso, perché il
presidente pachistano Pervez Musharraf potrebbe non essere più in grado di fornire
grande aiuto nei prossimi mesi, ora che il nuovo governo di Islamabad promette
di non allinearsi alla politica del presidente.
Da febbraio a oggi, aerei senza pilota Predator manovrati da americani hanno
colpito almeno tre basi operative di Al Qaida nelle zone tribali al confine con
l'Afghanistan, secondo il Washington Post, uccidendo 45 combattenti arabi, afghani
e di altri Paesi stranieri. L'esistenza di questi raid aerei non viene confermata
ufficialmente nè da autorità americane nè da autorità pachistane, perché di fatto
esse sono una violazione della sovranità del Pakistan.