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I fatti. Il prefetto nominato dal presidente, Ariel Iriarte, è stato costretto ad abbandonare
la città e a rifugiarsi in uno dei tanti villaggi rurali della zona da cui ha
già fatto sapere che continuerà il suo lavoro nonostante le vibranti proteste
dell'opposizione. “Persone che fanno parte del Comitato Interistituzionale hanno
preso possesso delle installazioni della prefettura con la violenza hanno percosso
alcuni impiegati e ci hanno minacciati. Il discorso delle proteste e delle manifestazioni
pacifiche è una vile bugia” ha raccontato subito dopo i fatti il prefetto Iriarte.
Solidarietà. Considerato che la situazione boliviana non è affatto tranquilla e sapendo che
le proteste potrebbero divenire ogni giorno più forti il governo dell'ex leader
sindacale cocalero incassa la solidarietà dei leader dei paesi del Sudamerica.
“L'ufficio di coordinamento dei paesi non allineati conferma appoggio e solidarietà
al popolo e al governo della Bolivia, capeggiato dal presidente Evo Morales”,
si legge in una nota rilasciata dall'Assemblea dei Paesi non allineati. Il movimento
inoltre, conferma il suo pieno appoggio al processo innovativo in corso in Bolivia,
che mira a garantire piena partecipazione politica alla popolazione, senza alcun
tipo di discriminazione. Inoltre, i paesi non allineati hanno condannato qualsiasi
tentativo che pretenda sovvertire l'ordine nel Paese destabilizzando le istituzioni
democraticamente elette. Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, Pace, Guerra, PeaceReporter