26/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Bolivia, ogni scusa dsembra buona per creare difficoltà al governo di Evo Morales
Decine di giovani studenti dell'università di Sucre hanno occupato la prefettura della città come segno di protesta contro il governo di Evo Morales, aggredendo anche alcuni funzionari presenti all'interno dell'edificio. Ore di tensione nella ricca città boliviana. Anche le sedi della radio e della televisione di Stato sono state occupate. Tagliate le trasmissioni. I molti interessi regionali e il disconoscimento del prefetto voluto da Morales al centro delle proteste.

tensione e scontri in Bolivia (immagini di repertorio)I fatti. Il prefetto nominato dal presidente, Ariel Iriarte, è stato costretto ad abbandonare la città e a rifugiarsi in uno dei tanti villaggi rurali della zona da cui ha già fatto sapere che continuerà il suo lavoro nonostante le vibranti proteste dell'opposizione. “Persone che fanno parte del Comitato Interistituzionale hanno preso possesso delle installazioni della prefettura con la violenza hanno percosso alcuni impiegati e ci hanno minacciati. Il discorso delle proteste e delle manifestazioni pacifiche è una vile bugia” ha raccontato subito dopo i fatti il prefetto Iriarte.
Dunque, se lo scopo dei manifestanti era quello di mandare via fisicamente il prefetto, il cui mandato a interim sarebbe scaduto lo scorso 17 marzo, sembrano esserci riusciti, ma la questione non è ancora stata risolta. I ritardi nella nomina di un nuovo governatore regionale, uniti alle continue polemiche legate al ruolo di Sucre come capitale del Paese, e la volontà della popolazione cruceña di staccarsi in tutto e per tutto dalla centralità del governo di Morales, poi, hanno fatto il resto. Sta di fatto che la situazione politico sociale nel paese andino è da qualche mese sull'orlo di una crisi spaventosa. E le forze politiche d'opposizione vogliono di attribuire l'incarico di prefetto a Sabina Cuella, una militante dissidente del Mas (il partito di Morales).

Proteste e manifestazioni in Bolivia (immagini di repertorio)Solidarietà. Considerato che la situazione boliviana non è affatto tranquilla e sapendo che le proteste potrebbero divenire ogni giorno più forti il governo dell'ex leader sindacale cocalero incassa la solidarietà dei leader dei paesi del Sudamerica. “L'ufficio di coordinamento dei paesi non allineati conferma appoggio e solidarietà al popolo e al governo della Bolivia, capeggiato dal presidente Evo Morales”, si legge in una nota rilasciata dall'Assemblea dei Paesi non allineati. Il movimento inoltre, conferma il suo pieno appoggio al processo innovativo in corso in Bolivia, che mira a garantire piena partecipazione politica alla popolazione, senza alcun tipo di discriminazione. Inoltre, i paesi non allineati hanno condannato qualsiasi tentativo che pretenda sovvertire l'ordine nel Paese destabilizzando le istituzioni democraticamente elette. 

Alessandro Grandi

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