27/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Scontri nel cuore del territorio Nasa, gli indigeni della non-violenza
Da giorni si rincorrono notizie di incidenti fra forza pubblica e guerriglieri delle Farc a Toribio, cuore del territorio indigeno dei Nasa nel Nord del Cauca. A raccontarci cosa sia realmente successo è Arquímedes Vitonás Noscué, ex sindaco di Toribio, uomo carismatico e molto amato, che nel 2004 fu rapito dalle Farc e poi rilasciato grazie all'intervento della guardia indigena dei Nasa.
I Nasa sono un popolo originario di quelle terre. Basano la loro esistenza sulla ricerca dell'armonia fra uomo e natura, rifiutando ogni forma di violenza e pretendendo di salvaguardare la loro cultura ancestrale, imponendosi un costruttivo rapporto con la contemporaneità. Così hanno detto no a ogni attore armato del conflitto colombiano e si impongono una vita pacifica. La loro guardia, infatti, è armata solo di un bastone ornato di nastri colorati, simbolo di non violenza e resistenza disarmata. Grazie alla loro arte diplomatica e alla loro coerenza, la guerriglia tenta di rispettarli e l'esercito o la polizia sono costretti a usare guanti di velluto. Quasi sempre. La scorsa settimana, infatti, sono successi fatti molto gravi che hanno fatto ripiombare i Nasa in un clima di tensione e paura.


Scritto per noi da
Arquímedes. Vitonás Noscué

arquimedes, toribio, foto di Matt ShonfeldDomenica, l'esercito nazionale è arrivato fino al villaggio La Maria, nel risguardo indigeno di Tacueyo, municipio di Toribio. Erano stati indirizzati lì da un guerrigliero che aveva appena disertato dalle Farc. Così sono riusciti a individuare due abitazioni che la guerriglia usava per assemblare bombe artigianali, in totale 1300. I militari sono arrivati alle dieci della mattina e hanno circondato le case. La gente del vicinato si è precipitata fuori, prevedendo uno scontro imminente.

Il blitz. Un attimo e l'esercito aveva forzato una delle due case. Non c'era nessuno. Solo le bombe. In tutta fretta se ne sono andati e l'ultimo ha appiccato il fuoco. L'esplosione è stata potentissima. E' vero che le bombe erano nascoste sotto un'incerata, ma non possono non averle viste. Sapevano e l'hanno fatta a posta. Non solo la casa delle Farc è stata rasa al suolo, ma altre dieci case dei dintorni sono state gravemente danneggiate.
La gente che vive lì dice di non sapere niente circa la presenza di bombe in quella che pareva una normale casa di una famiglia qualsiasi.

Muro abbattuto da una granata. Toribio, Matt ShonfeldPagano i civili. Il giorno dopo, lunedì, l'esercito ha dato alle fiamme un'altra casa abbandonata dove era nascosto il macchinario che serve per fabbricare le bombe. Ma in questa incursione violenta dell'esercito a caccia della guerriglia sono rimasti feriti molti civili e uno è morto. Perché? L'esplosione di una granata che le Farc avevano posizionato per colpire i militari. È scoppiata quando ormai non c'era più l'ombra di una divisa governativa e ci ha rimesso la gente comune.

Dito puntato. Davanti a questi fatti non resta che cercare di fare aprire gli occhi almeno ai miliziani della guerriglia, i civili che aiutano le Farc nella loro strategia di guerra. Sono degli irresponsabili a maneggiare bombe del genere, a prendersi la briga di imboscarle, di tenerle sott'occhio magari nascondendole nelle stesse case dove vivono con moglie e figli. È da pazzi. E cosa dire alla forza pubblica? Come si può dare fuoco a una casa zeppa di esplosivo? È chiaro che a rimetterci è l'intero paese.
Manca il rispetto per la vita altrui, per la vita di persone che non hanno niente a che vedere con questa loro guerra. Devono rispettare i diritti umani e il diritto internazionale umanitario.

Guardia indigena Nasa. Foto di Matt ShonfeldEffetti collaterali. Grazie a questi nuovi episodi, adesso trecento persone, bambini, giovani, donne, anziani sono stati costretti a lasciare tutto, a sfollare, rifugiandosi nel centro permanente di incontro allestito nel villaggio El Damian, dove la nostra guardia indigena e il Cabildo degli indigeni hanno costruito un alloggio temporaneo. Adesso c'è paura. Che i soldati tornino appiccando incendi indiscriminati con la scusa di scovare i nascondigli delle Farc, che altre bombe siano nascoste nei luoghi più impensati, o che ci sia un vero e proprio scontro con la forza pubblica, come già si è verificato in passato. E infine c'è il timore delle rappresaglie, di violenze gratuite con l'accusa che tutti appoggiamo la guerriglia, che tutti siamo guerriglieri.
Ecco cosa sta succedendo a Toribio. 
Parole chiave: toribio, nasa, farc, esercito, guerriglia, bombe
Categoria: Guerra
Luogo: Colombia
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