25/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



In Siria la polizia blocca il capodanno curdo uccidendo quattro innocenti
scritto per noi da
Chiara Costanzo

Durante la sera della vigilia del Newroz, come da tradizione, i curdi iniziano ad incendiare i primi falò negli spazi aperti della città. Questa usanza si richiama alla leggenda del fabbro Kawa, il quale nel 612 a. C. liberò il popolo curdo dal persiano Giamshid e accese un grande fuoco per diffonderne la lieta notizia. Da allora, ogni 21 Marzo si celebra il capodanno curdo con l’accensione dei roghi, simbolo della libertà del popolo curdo.

la festa del newrozUn capodanno di sangue. A Qamishli, quest’anno, sono però mancate le celebrazioni tradizionali nel rispetto dei giovani feriti a morte dalle forze dell’ordine a poche ore dall’inizio della festa.
La sera del 20 Marzo a Qamishli i preparativi sono già in corso e, come sempre, le autorità hanno tentato di ostacolarli in ogni modo. Come previsto, infatti, vengono mandati i vigili del fuoco a spegnere l’inizio dei festeggiamenti. Da quel momento nascono le prime proteste, con un lancio di sassi contro i pompieri e piccole manifestazioni per le strade del centro cittadino. In una di queste la polizia è accorsa sparando colpi di pistola sulla folla, uccidendo quattro persone e ferendone dodici. La popolazione, sotto choc, decide a questo punto di sospendere i preparativi per la festa. ''Il Newroz non si celebra in segno di lutto cittadino'', viene fatto sapere dai membri locali del Pkk, il partito curdo. I quattro morti erano tutti giovani sotto i 30 anni. Due di loro si trovavano sul posto della tragedia per puro caso: uno aspettava il suo turno dal barbiere all’esterno del negozio, l’altro stava rincasando dopo una lezione serale. Per loro, al mattino del 21, si sono mobilitati circa 100 mila curdi (su una popolazione totale di 300 mila abitanti) per protestare contro la politica che sparge sangue anche davanti ad un evento tradizionale come il capodanno, mi viene detto. Questa festa è sempre stata mal tollerata dal presidente siriano al-Hassad il quale ha appositamente stabilito in questo giorno la festa nazionale della mamma così da disperdere l’attenzione dei media.

l'ingresso di QamishliTristezza, ma non rassegnazione. Quest’anno il capodanno vede gli abitanti di Qamishli scendere in piazza a protestare stringendosi attorno ai corpi dei quattro giovani compianti dalle loro disperate madri. Uno di loro, si sente dire, forse avrebbe potuto salvarsi se solo non fosse stato impedito all’ospedale dove era ricoverato di ricevere il sangue necessario. E’ l’ennesimo tragico episodio che colpisce i curdi siriani. Terminata la protesta, spenti i fuochi del Newroz, le strade della città si fanno deserte in un giorno che doveva essere all’insegna di balli e canti. Davanti ad alcune case, ancora, si intravedono i ferri delle tende e dei barbecue che avrebbero dovuto montare, la legna per i fuochi, i giochi per i bambini. Questo giorno è dedicato soprattutto ai più giovani che, vestiti con gli abiti tradizionali curdi, ballano tutto il giorno la loro danza tenendosi in cerchio legati per i mignoli, battendo i piedi a ritmi serrati, martellanti. Qualcuno afferma che la sospensione della festa ha fatto il gioco delle autorità siriane che forse intendevano boicottare il Newroz. Ecco perché decidono di spostarsi nel villaggio di Derik, a 100 km da Qamishli, per celebrare il capodanno. Mangiano kebab, bevono arak e tra un ballo e l’altro, intonano “Biji biji Kurdistan!” (Viva il Kurdistan). Vogliono dimenticare l’accaduto. Non vogliono rinunciare a quella che rappresenta un’espressione della loro cultura e della loro gioia di vivere. Al tramonto le famiglie si ritirano nelle loro case a bordo di pittoreschi furgoni scoperti nel lato posteriore su cui ancora cantano e si divertono. Questa festa, semplice e allegra, consacra il nuovo anno all’unione e alla felicità fra i curdi. Con questa atmosfera finisce il capodanno curdo a Derik. Qualcuno preferisce tornare a casa a piedi, in silenzio, ricordando le vittime innocenti dell’incidente a Qamishli. Nel cuore di tutti i curdi rimarrà, quest’anno, una grande amarezza.
Parole chiave: siria, curdi, newroz, Qamishli
Categoria: Diritti, Costume
Luogo: Siria