25/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Massiccia operazione dell'esercito iracheno a Bassora, contro gli uomini di al-Sadr
L'esercito del Mahdi, la milizia sciita dell'ayatollah radicale Moqtada al-Sadr, è l'obiettivo di una operazione militare cominciata all'alba di oggi a Bassora, nell'Iraq meridionale.
Il coprifuoco imposto in città da ieri pomeriggio, a sorpresa, è stato il preludio all'attacco di circa 30mila soldati dell'esercito iracheno che sono piombati nel quartiere di al-Tamiyah, baluardo dell'esercito del Mahdi nella città che ha alcuni tra i principali giacimenti petroliferi iracheni.

l'esercito iracheno si schiera a bassoraOperazione in grande stile. ''Abbiamo attaccato alle 05:00 (le 03:00 italiane). I combattimenti vedono fronteggiarsi le forze di sicurezza e l'Esercito del Mahdi (la milizia di Sadr)'', ha confewrmato in via ufficiale alla stampa internazionale il maggiore Karim al-Zubaidi, portavoce della polizia di Bassora. Fonti mediche locali, fin dal mattino, parlano di ''numerosi feriti fra i civili'', ma mancano al momento cifre confermate rispetto alle vittime. L'operazione è stata quasi annunciata dal premier iracheno Nuri al-Maliki che, ieri, si è recato in visita in città, ribadendo la ferma intenzione del governo di Baghdad di imporre la sua autorità sulla grande città del sud, dai cui campi petroliferi proviene la maggior parte delle entrate dell'Iraq.
Un'autorità che, fin dal 2003, non sono riusciti a imporre i corpi speciali britannici che, per lungo tempo, hanno provato a schiacciare senza esito l'organizzazione del Mahdi, ritenuta la principale responsabile delle violenze intersettarie che hanno insanguinato l'Iraq.
Bassora è vitale per l'Iraq. La grande città del sud dell'Iraq, dai cui campi petroliferi proviene la maggior parte delle entrate del Paese, è teatro di una lotta di potere fra diverse formazioni sciite da quando a metà dicembre le truppe britanniche ne hanno ceduto il controllo alle forze di sicurezza irachene. Lo stesso al-Maliki, come ha fatto sapere lo stesso governo di Baghdad, si trova in città per guidare di persona le operazioni militari.

moqtada al-sadrAttacco politico, o no? ''Resisteremo nei confronti di quest'operazione politica condotta dal governo contro di noi: quella di oggi è un'operazione politica contro il nostro movimento, mascherata dall'intervento in favore della sicurezza'', ha dichiarato lo sceicco Ahmad Al-Ali, leader della corrente sadrista in città.
Se il motivo dell'attacco è chiaro, lo è meno la scelta del momento per attuarlo. Proprio nei giorni scorsi, infatti, l'ayatollah Moqtada al-Sadr aveva fatto sapere di essersi ritirato nella città iraniana di Qom, sacra per gli sciiti, per dedicarsi allo studio della teologia. L'ayatollah, per anni fiero oppositore della presenza di truppe straniere in Iraq, pareva stranamente dimesso nel suo ultimo sermone, nel quale scioglieva in pratica lo stesso esercito del Mahdi.
Alla luce di quanto accaduto oggi si potrebbe dedurre che il governo di Baghdad abbia voluto lanciare l'offensiva proprio ora perché il movimento appare indebolito, ma magari era consigliabile un'opzione diplomatica, visto che i seguaci di al-Sadr rappresentano anche un nutrito gruppo parlamentare. Oppure la mossa è meno inattesa del previsto e la fuga di Moqtada è in realtà frutto di un accordo con il governo Maliki da parte dell'ayatollah radicale.
Una sorta di lasciapassare per la libertà, con l'esercito che elimina le ultime sacche di resistenza tra i sadristi.
Troppo presto per sapere, ma intanto la battaglia infuria e, come sempre, non risparmierà i civili.

Christian Elia

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