20/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Le guide alle nuove guardie del carcere iracheno dipingevano una realtà di fantasia
Passo numero 17: "il detenuto sarà sfruttato in pieno fino a renderlo di nessun valore per l'intelligence (1-interrogatori infiniti)"Proprio mentre in Texas stava per iniziare il processo allo specialista Charles Graner, appena condannato a 10 anni per il suo ruolo nello scandalo delle torture ad Abu Ghraib, su Internet hanno cominciato a circolare le diapositive che venivano mostrate ai membri dell’intelligence militare appena arrivati nel famigerato carcere iracheno. In 49 immagini c’è il vademecum dell’interrogatorio perfetto, con tutte le procedure eseguite in modo corretto e la piena garanzia dei diritti del detenuto. Talmente rispettato che, nelle illustrazioni che accompagnano le diapositive, il prigioniero viene rappresentato con un largo sorriso.
 
Una scoperta recente. La sequenza, preparata dalla 205esima brigata di intelligence militare, è stata ottenuta e pubblicata dal Center for Public Integrity, un’organizzazione che già in passato ha portato alla luce documenti segreti dell’amministrazione statunitense. Oltre a dare informazioni sulla storia del penitenziario-simbolo del regime di Saddam Hussein, le diapositive avevano il compito di insegnare ai membri dell’intelligence militare l’intero processo riguardante ogni detenuto da sottoporre a interrogatorio. Tutto secondo le regole: nessuno si aspetti di trovare in queste diapositive ordini dall’alto per piegare la resistenza fisica e psicologica dei prigionieri, come quelli che ha sostenuto di aver ricevuto Graner durante il processo. Ma il contrasto tra le direttive e gli abusi che poi emersero nel maggio 2004 è evidente.
 
Passo numero 5: gli intervistatori preliminari parlano col prigioniero per attestarne la cooperazione e decidere dove tenere l'interrogatorioTutto in allegria. Nelle venti sequenze numerate, dove i prigionieri vestiti con un camice bianco da fantasmino e le guardie carcerarie in tuta mimetica sorridono insieme come se fossero tutti amici, si spiega l’intero procedimento da seguire, fino all’eventuale rilascio del detenuto dopo averlo “sfruttato in pieno” e reso “di nessun valore per l’intelligence”. I vari passi illustrano la schedatura del detenuto, le domande preliminari, dalla presenza di un interprete alle tecniche utilizzate nell’interrogatorio dalle “squadre Tigre”. Quelle che, come emerse in seguito, applicavano la linea dura per far “cantare” i prigionieri. 
 
Rispetto delle regole. Secondo il vademecum, il detenuto non andrebbe “mai” (sottolineato nel testo, ndr) toccato in maniera tale da procurargli dolore, e la Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri va assolutamente rispettata. Le tecniche di ammorbidimento del detenuto che tanto hanno fatto parlare una volta emerso lo scandalo delle torture di Abu Ghraib e Guantanamo – come la privazione del sonno e l’uso di cani per far parlare i prigionieri – sono comunque previste nel documento, anche se si specifica che prima di applicarle è necessaria un’autorizzazione dei superiori.
 
Charles Graner sorride sopra un detenuto morto per le percosse ricevuteCure garantite. Un’altra disposizione contenuta nelle diapositive della 205esima brigata impone di curare eventuali detenuti feriti prima dell’interrogatorio. Alcune delle foto dello scandalo di Abu Ghraib mostrano invece inequivocabili segni di violenza fisica sui prigionieri: in una delle immagini più note lo stesso Charles Graner guarda l'obiettivo mostrando il pollice alzato davanti al cadavere di un iracheno morto per le percosse ricevute. E l’unico a sorridere è il soldato specialista che ora passerà alla storia con addosso l’etichetta del grande malvagio.

Alessandro Ursic

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