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Proprio mentre in Texas stava per iniziare il processo allo specialista Charles
Graner, appena condannato a 10 anni per il suo ruolo nello scandalo delle torture
ad Abu Ghraib, su Internet hanno cominciato a circolare le diapositive che venivano
mostrate ai membri dell’intelligence militare appena arrivati nel famigerato carcere
iracheno. In 49 immagini c’è il vademecum dell’interrogatorio perfetto, con tutte
le procedure eseguite in modo corretto e la piena garanzia dei diritti del detenuto.
Talmente rispettato che, nelle illustrazioni che accompagnano le diapositive,
il prigioniero viene rappresentato con un largo sorriso.
Tutto in allegria. Nelle venti sequenze numerate, dove i prigionieri vestiti con un camice bianco
da fantasmino e le guardie carcerarie in tuta mimetica sorridono insieme come
se fossero tutti amici, si spiega l’intero procedimento da seguire, fino all’eventuale
rilascio del detenuto dopo averlo “sfruttato in pieno” e reso “di nessun valore
per l’intelligence”. I vari passi illustrano la schedatura del detenuto, le domande
preliminari, dalla presenza di un interprete alle tecniche utilizzate nell’interrogatorio
dalle “squadre Tigre”. Quelle che, come emerse in seguito, applicavano la linea
dura per far “cantare” i prigionieri.
Cure garantite. Un’altra disposizione contenuta nelle diapositive della 205esima brigata impone
di curare eventuali detenuti feriti prima dell’interrogatorio. Alcune delle foto
dello scandalo di Abu Ghraib mostrano invece inequivocabili segni di violenza
fisica sui prigionieri: in una delle immagini più note lo stesso Charles Graner
guarda l'obiettivo mostrando il pollice alzato davanti al cadavere di un iracheno
morto per le percosse ricevute. E l’unico a sorridere è il soldato specialista
che ora passerà alla storia con addosso l’etichetta del grande malvagio.Alessandro Ursic