20/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Donne con il burkaQuesta mattina, alle 6 e 48 minuti ora italiana, si è aperto il Norouz, il nuovo anno dell'Antica Persia, che si festeggia dall'Asia Centrale alla minore, dal Kurdistan all'Afghanistan, passando per il Tajikistan, l'Azerbaija e l'Iran. E proprio in Iran, i discorsi pronunciati per l'occasione la dicono lunga sulla situazione che nell'ultimo anno si è creata nel paese, in particolare per le donne.

L'Iran, il nuovo anno e la condizione femminile.
Il 1386 è stato un anno difficile per l'Iran. Le sanzioni internazionali hanno avuto ripercursioni pesanti sull'economia, che si è potuta però salvare in estremis grazie all'aumento del prezzo del barile di petrolio, che ha superato i 100 dollari. Ma è stata dura in particolare per le donne iraniane. Decine di femministe e attiviste dei diritti delle donne sono state arrestate e incarcerate, alcune condannate alla fustigazione in pubblico, anche se spesso le pene inflitte sono state sospese. Zanan (Donne), la più importante rivista femminile del paese, è stata chiusa dopo 15 anni di attività perché accusato di "inquinare le menti e minare alla stabilità dell'istituzione famiglia".
 
Le atlete iraniane e le Olimpiadi. Un esempio palese della difficile condizione femminile nel paese governato da Mahmoud Ahmadinejad sono anche le sportive iraniane. "Perché una società islamica come la nostra deve avere atlete donne e inviarle anche alle competizioni internazionali? - ha chiesto l'ayatollah Safi Gholpayeghani, uno dei più conservatori religiosi iraniani, ai comandanti delle Guardie della Rivoluzione -. Non dobbiamo permettere che le nostre donne che rappresentano il nostro onore si esibiscano davanti agli occhi di uomini stranieri". Parole che arrivano mentre le atlete iraniane si allenano per le Olimpiadi di Pechino e che risuonano come un avvertimento. La federazione del Tennis da Tavolo, intanto, ha detto di non avere i soldi per inviare la squadra femminile in Cina. L'atleta Zahra Nabizadeh, campionessa di salto in alto della Repubblica Islamica, si è vista negare il diritto di allenarsi nello stadio: "Sostengono che gli uomini delle case che circondano lo stadio potrebbero sbirciare dalle finestre mentre mi alleno, anche se vado allo stadio in tuta e con tanto di foulard in testa - ha raccontato Nabizadeh -. Il mio allenatore non può allenarmi per la stessa ragione e posso sentire i suoi consigli solo per telefono. Potrei portare qualche medaglia a casa se potessi allenarmi liberamente e soprattutto saltare come le altre atlete e non avvolta in uno scafandro"


Nourouz.
Cadendo in concomitanza con l'inizio della primavera, significa 'giorno nuovo' e si festeggia da tremila anni. Fonda le sue radici nella religione zoroastriana, quando veniva chiamato 'Farvardegan'. E' una festa che si basa su due concetti, la fine e la rinascita: la fine dell'inverno e la rinascita del mondo con l'arrivo della primavera. È stato Jamshid Shah, monarca della dinastia Achamenida, che 500 anni prima di Cristo decise di far coincidere l'inizio del calendario con questa festa, chiaramente di origine contadina. Il Norouz rappresentava la promessa di un anno di pace e di prosperità. Tra le tradizioni che l'accompagnano c'è la pulizia di primavera delle abitazioni, l'acquisto di almeno un indumento nuovo, la distribuzione di uova colorate e la riunione familiare intorno a un tavolo bandito con grano germogliato, miele, dolci e altri frutti della terra. I festeggiamenti durano 13 giorni e si concludono con una scampagnata. 
Categoria: Donne, Religione
Luogo: Iran