
Questa mattina, alle 6 e 48 minuti ora italiana, si è aperto il Norouz, il nuovo
anno dell'Antica Persia, che si festeggia dall'Asia Centrale alla minore, dal
Kurdistan all'Afghanistan, passando per il Tajikistan, l'Azerbaija e l'Iran. E
proprio in Iran, i discorsi pronunciati per l'occasione la dicono lunga sulla
situazione che nell'ultimo anno si è creata nel paese, in particolare per le donne.
L'Iran, il nuovo anno e la condizione femminile. Il 1386 è stato un anno difficile per l'Iran. Le sanzioni internazionali hanno
avuto ripercursioni pesanti sull'economia, che si è potuta però salvare in estremis
grazie all'aumento del prezzo del barile di petrolio, che ha superato i 100 dollari.
Ma è stata dura in particolare per le donne iraniane. Decine di femministe e attiviste
dei diritti delle donne sono state arrestate e incarcerate, alcune condannate
alla fustigazione in pubblico, anche se spesso le pene inflitte sono state sospese.
Zanan (Donne), la più importante rivista femminile del paese, è stata chiusa dopo
15 anni di attività perché accusato di "inquinare le menti e minare alla stabilità
dell'istituzione famiglia".
Le atlete iraniane e le Olimpiadi. Un esempio palese della difficile condizione femminile nel paese governato da
Mahmoud Ahmadinejad sono anche le sportive iraniane. "Perché una società islamica
come la nostra deve avere atlete donne e inviarle anche alle competizioni internazionali?
- ha chiesto l'ayatollah Safi Gholpayeghani, uno dei più conservatori religiosi
iraniani, ai comandanti delle Guardie della Rivoluzione -. Non dobbiamo permettere
che le nostre donne che rappresentano il nostro onore si esibiscano davanti agli
occhi di uomini stranieri". Parole che arrivano mentre le atlete iraniane si allenano
per le Olimpiadi di Pechino e che risuonano come un avvertimento. La federazione
del Tennis da Tavolo, intanto, ha detto di non avere i soldi per inviare la squadra
femminile in Cina. L'atleta Zahra Nabizadeh, campionessa di salto in alto della
Repubblica Islamica, si è vista negare il diritto di allenarsi nello stadio: "Sostengono
che gli uomini delle case che circondano lo stadio potrebbero sbirciare dalle
finestre mentre mi alleno, anche se vado allo stadio in tuta e con tanto di foulard
in testa - ha raccontato Nabizadeh -. Il mio allenatore non può allenarmi per
la stessa ragione e posso sentire i suoi consigli solo per telefono. Potrei portare
qualche medaglia a casa se potessi allenarmi liberamente e soprattutto saltare
come le altre atlete e non avvolta in uno scafandro"
Nourouz. Cadendo in concomitanza con l'inizio della primavera, significa 'giorno nuovo'
e si festeggia da tremila anni. Fonda le sue radici nella religione zoroastriana,
quando veniva chiamato 'Farvardegan'. E' una festa che si basa su due concetti,
la fine e la rinascita: la fine dell'inverno e la rinascita del mondo con l'arrivo
della primavera. È stato Jamshid Shah, monarca della dinastia Achamenida, che
500 anni prima di Cristo decise di far coincidere l'inizio del calendario con
questa festa, chiaramente di origine contadina. Il Norouz rappresentava la promessa
di un anno di pace e di prosperità. Tra le tradizioni che l'accompagnano c'è la
pulizia di primavera delle abitazioni, l'acquisto di almeno un indumento nuovo,
la distribuzione di uova colorate e la riunione familiare intorno a un tavolo
bandito con grano germogliato, miele, dolci e altri frutti della terra. I festeggiamenti
durano 13 giorni e si concludono con una scampagnata.