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La flotta gemella. La corsa all'adesione ripropone nuovi elementi di frizione tra Kiev e Mosca.
Il dislocamento della flotta del Mar Nero rappresenta oggi uno dei principali
ostacoli all'ingresso dell'Ucraina nell'Alleanza Atlantica. Nel 2017 i russi se
ne dovranno andare da Sebastopoli. La cittadella navale, fondata nel 1783 (anno
dell'annessione della penisola di Crimea), passerà definitivamente, e integralmente,
in mano ucraina. Di fatto, già dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, nel
1992, Sebastopoli passò sotto la giurisdizione di Kiev, ma molti ufficiali della
flotta rimasero fedeli a Mosca. Furono allora create due flotte.
Gas e affitto. La questione della flotta del Mar Nero gioca un importante ruolo politico-economico,
ancor prima che militare. La maggioranza della popolazione, nella repubblica autonoma
di Crimea, è infatti di etnia russa. In questo senso, la presenza della Marina
russa alimenta un meccanismo di influenza politica e sociale sulla città di Sebastopoli
e sull'intera regione. Di non secondaria rilevanza è il canone di affitto per
la base che Mosca paga a Kiev, circa 100 milioni di dollari all'anno. Yushchenko
ha annunciato che potrebbe considerare una revisione del canone, equiparandolo
a quello che corrispondono gli altri governi per avere basi militari nei Paesi
terzi (fino a 2 miliardi di dollari). Attualmente, l'affitto è dedotto dal debito
che l'Ucraina ha contratto negli anni a seguito dell'importazione di gas, pari
al 10 percento del suo fabbisogno interno.
Una nuova base? Una richiesta, quella di Yushchenko, che potrebbe costituire adeguata moneta
di scambio nell'ambito della guerra dell'energia tra i due Paesi, scoppiata nel
2005. Due anni fa, Mosca ha raddoppiato il prezzo del gas venduto all'Ucraina
(da 50 a 120 dollari per mille metri cubi), minacciando tagli alle forniture se
Kiev non si adeguerà e non salderà i suoi debiti (svariate centinaia di migliaia
di dollari). La nuova minaccia di Mosca potrebbe essere di portarlo in linea con
gli standard del mercato, oscillanti tra i 150 e i 280 dollari. Ma in quel caso,
le porte per un eventuale ripensamento di Kiev sull'estensione del 'leasing' oltre
il 2017, potrebbero chiudersi definitivamente. Inoltre, sono davvero in pochi
a credere che la nuova base che Mosca ha pianificato a Novorossiysk, poco a sud
di Sebastopoli, possa essere pronta entro il 2012, come promesso da Putin e dai
suoi ammiragli.Luca Galassi
Parole chiave: russia, ucraina, sebastopoli, flotta del mar nero, galassi